Case popolari, un approccio sempre più sociale

CASE POPOLARI, UN APPROCCIO SEMPRE PIU’ SOCIALE

Il mondo delle case popolari guarda al futuro, nella direzione di una gestione sociale dell’edilizia residenziale pubblica e di una crescita costante della qualità dell’abitare. Il workshop di Roma, che ha visto la partecipazione delle aziende territoriali, di tutti gli attori istituzionali, forze dell’ordine comprese, e del Terzo settore, è stato l’occasione per fare il punto sul lavoro svolto e sugli obiettivi ancora da raggiungere. Un percorso che nasce dall’osservazione di una realtà sociale complessa e in continuo mutamento, nonché dell’analisi del patrimonio immobiliare degli enti, e che passa attraverso l’istituzionalizzazione della Rete Sociale integrata sul territorio, con la creazione di una figura professionale che operi per la riqualificazione sociale.

“Quella di oggi è una tappa intermedia di un percorso che ha avuto inizio più di un anno fa – afferma Luca Talluri, presidente di Federcasa –, che va nella direzione di una gestione sociale molto forte, che tenga conto della qualità dell’abitare e del vivere dei nostri inquilini. Dobbiamo formalizzare una rete ben strutturata, che preveda il dialogo costante tra gli uffici di gestione sociale, che dovranno essere implementati nelle singole aziende, con gli enti territoriali che hanno il compito di fornire i servizi socio-sanitari e di sicurezza. Dobbiamo organizzare le nostre aziende in questa direzione”.

“Abbiamo svolto uno studio con Nomisma per inquadrare lo stato dell’arte del nostro mondo – prosegue Talluri –, abbiamo visto che, come era ipotizzabile, questo tipo di attività non è ancora presente in maniera capillare su tutto il territorio nazionale. Un gap che dovrà essere colmato. Abbiamo bisogno di sociologi e non solo di tecnici e ingegneri, per gestire la partita sociale del rapporto con inquilini”.