Federcasa e Federcostruzioni: “In Italia servono 300mila nuove case popolari”

Le nuove tendenze del settore residenziale – tra coliving, affitti brevi, ricettività alternativa e senior o student housing – finiscono spesso per relegare in secondo piano il problema degli alloggi accessibili a prezzi popolari. Federcostruzioni e Federcasa, in occasione del Saie di Bari, hanno organizzato il convegno “L’esigenza inderogabile di una Politica per la Casa”, dedicato proprio a questi argomenti. Molti gli spunti affrontati dai relatori: dalla ridefinizione delle politiche di edilizia residenziale pubblica, in Italia, alla necessità di avviare interventi di riqualificazione e di recupero del patrimonio immobiliare, passando per l’adozione di strategie in linea con il trend demografico e i fabbisogni abitativi dei prossimi anni e i cambiamenti generazionali in atto.
L’attuale patrimonio abitativo italiano conta oggi 12,2 milioni di edifici, ed è tra i più vecchi d‘Europa: il 74,1%, infatti, è stato costruito prima del 1981. Questo pesa sul fabbisogno termico medio degli edifici abitativi, che è di circa quattro volte superiore alla media rispetto a quelli costruiti secondo le recenti normative sull’efficienza energetica. Mentre sul fronte della sicurezza sismica, gli edifici abitativi che ricadono nelle zone a più alto rischio (1,2,3) sono 9,3 milioni (il 76% del totale), interessano il 70% dei Comuni e coinvolgono l’80% della popolazione.
Scendendo nel dettaglio, secondo gli ultimi dati forniti da Federcasa, l’edilizia residenziale pubblica (Erp) oggi riguarda 2,2 milioni di abitanti e conta 836mila alloggi gestiti da 74 enti e aziende territoriali associati. Di questi ben 759mila alloggi sono in locazione Edilizia Residenziale Pubblica, 25mila alloggi a canone calmierato, 52mila alloggi a riscatto. Il Sud e il Centro Italia rappresentano il 53% dell’edilizia residenziale pubblica.
Per il presidente di Federcasa, Luca Talluri, l’attuale struttura del patrimonio residenziale pubblico non è sufficiente, servirebbero almeno altri 300.000 alloggi.
“In Italia servono più case popolari e una nuova idea di edilizia residenziale pubblica – afferma Tarulli – Al tempo stesso occorre investire risorse importanti sul piano periferie, per consentire una riqualificazione vera delle aree ad alta densità abitativa, in termine di vita di quartiere e di qualità dell’abitare, elementi che contraddistinguono la nostra quotidianità. Federcasa e gli Enti associati sanno bene che la risposta a un disagio abitativo crescente ha inizio nella rigenerazione urbana delle periferie, attraverso la costruzione di nuove abitazioni e talvolta con la demolizione e la ricostruzione degli edifici esistenti. L’appuntamento di oggi conferma la centralità delle case popolari, vere e proprie infrastrutture sociali e ci indica la direzione da seguire: incrementare certamente il numero degli alloggi, ponendo contestualmente grande attenzione alle mutate esigenze sociali”.
Riqualificazione del patrimonio pubblico residenziale esistente
“Una vera riqualificazione urbana sociale e culturale dovrebbe partire dalla casa e nello specifico dall’edilizia residenziale pubblica – per Federica Brancaccio, presidente di Federcostruzioni – un’operazione che dovrebbe fungere da traino ed essere un esempio per diffondere buone pratiche di efficientamento energetico e miglioramento sismico egli edifici”. A riguardo, proprio in occasione del convegno, è stato presentato il progetto pilota volto a individuare dei modelli – anche normativi e di finanza agevolata – per rimodernare il patrimonio immobiliare popolare. “La rigenerazione urbana va di pari passo con la rigenerazione sociale – ha commentato Donato Pascarella, AU di Arca Capitanata – in altri termini il recupero di spazi abitativi si accompagna al recupero di spazi sociali in una logica di welfare integrato che superi la vecchia impostazione esclusivamente infrastrutturale delle case popolari. In questo senso Federcasa rivendica la centralità degli ex Iacp e la necessità che tutti gli organi di governo, sia a livello centrale, sia a livello territoriale, rilancino il ruolo del gestore pubblico e, in tal senso, introducano forme e/o canali di finanziamento continui”. Tra i relatori del convegno, per Federcasa, era presente anche l’Arch. Claudio Di Angelo Antonio, che ha illustrato i dati dell’attuale situazione abitativa.