Il futuro dell’edilizia residenziale pubblica. A Bergamo la due giorni di Federcasa

L’attuale patrimonio di edilizia residenziale pubblica non è sufficiente a soddisfare le esigenze di chi vive in situazione di disagio, ed esclude oltre 1 milione di nuclei familiari. È quanto emerge dai dati di Federcasa – la federazione che riunisce a livello nazionale 74 enti gestori delle case popolari, in Italia – che si è riunita a Bergamo, in occasione del convegno “Edilizia residenziale pubblica quale futuro? Esperienze a confronto”, per individuare le azioni necessarie ad affrontare e superare un’emergenza abitativa in progressivo aumento. Tra i presenti, oltre al presidente Luca Talluri, l’Assessore alle politiche sociali della Regione Lombardia, Stefano Bolognini e i presidenti degli Aler di Bergamo e Milano, Fabio Danesi e Mario Angelo Sala. Dai numeri di Federcasa si nota che l’attuale patrimonio erp del nostro Paese è costituito da 836mila alloggi gestiti, dei quali 759mila in locazione erp, 25mila in affitto a canone calmierato ed altri 52mila a riscatto. Nell’insieme si tratta di una componente che rappresenta il 4% dello stock abitativo complessivo del Paese, con punte che superano il 10% a Napoli (11,2%) e Trieste (11,1%). Tale patrimonio dimostra oggi la sua completa insufficienza, nel dare risposta ad una richiesta di case in continuo aumento. Si stima infatti che, a livello nazionale, siano quasi 1,2 milioni i nuclei familiari in affitto – al di fuori del sistema erp – che vivono una situazione di forte disagio economico (incidenza del canone di affitto superiore al 30% del reddito familiare), ovvero il 41,8% del totale.
“Alla luce di questi dati è chiaro che l’edilizia residenziale pubblica debba tornare tra le priorità nell’agenda dei decisori politici – commenta il Presidente di Federcasa, Luca Talluri – L’attuale sistema dell’edilizia sociale, infatti, è stato pensato negli anni ’90 e quindi riferito a quel contesto storico. Adesso, però, il panorama è profondamente cambiato ed è quindi necessario mettere in campo scelte politiche importanti, come quelle fatte negli anni ’90, e non soluzioni tampone, come quelle che abbiamo visto finora. Serve un piano d’azione sistemico, sia a livello nazionale sia a livello locale”.
“È stato importante riunirsi oggi, per discutere sulle buone pratiche dell’erp, utili a risolvere le criticità del nostro mondo – afferma il presidente di Aler Bergamo, Fabio Danesi. – Bergamo in questi ultimi anni si è impegnata a fondo, per risolvere alcune problematiche relative soprattutto alla sicurezza e lo dimostra anche il fatto che non abbiamo alcuna situazione di abusivismo nei Comuni che gestiamo”.
Per quanto riguarda i quartieri erp, costituiscono, per disegno e struttura, una parte rilevante e morfologicamente riconoscibile dei contesti urbani contemporanei. Anche se in passato le case popolari sono state perlopiù edificate in zone marginali delle città, con scarsità di collegamenti e servizi, oggi non è più così e trovano posto in posizioni significative, per accessibilità e vicinanza ad importanti risorse paesaggistiche dei centri urbani. Per questo motivo il tema della rigenerazione urbana, intesa come strategia volta a contrastare la formazione di “ghetti” ed il degrado sociale ed economico, interessa inevitabilmente l’edilizia residenziale pubblica.