Federcasa al SAIE 2020 di Bologna

È stato il ministro dei Trasporti Paola De Micheli ad aprire l’edizione 2020 del SAIE, il tradizionale Salone delle Costruzioni, che Fiera Bologna ha ospitato dal 14 al 17 ottobre, in un anno segnato dalla pandemia. Al centro del convegno inaugurale proprio la maniera in cui l’emergenza covid ha cambiato le esigenze abitative degli italiani e la necessità di rimettere la casa al centro di un processo di riqualificazione dell’intera città.
Al convegno inaugurale dal titolo “Confortevole, Sicuro, Sostenibile, Economico e Connesso: le esigenze del nuovo abitare” ha partecipato, in rappresentanza di Federcasa, il dr. Alessandro Alberani, presidente di Acer Bologna e Vicepresidente della federazione nazionale. Anche il presidente Luca Talluri ha voluto inviare un saluto a questa importante edizione, tramite un videomessaggio.
L’incontro è stato un’opportunità per fare il punto con istituzioni, associazioni, aziende e professionisti su temi importanti come quello dell’abitare e del rinnovamento di un patrimonio immobiliare caratterizzato da abitazioni vecchie (il 74,1% degli edifici residenziali è stato costruito prima del 1981) ed energivore (il loro fabbisogno termico medio è circa quattro volte superiore alla media degli edifici costruiti secondo le recenti normative sull’efficienza energetica).
Sulla necessità di “svecchiare” il patrimonio esistente, puntando soprattutto sull’edilizia residenziale pubblica, oggetto di progetti di riqualificazione a livello europeo ancora sconosciuti nel nostro Paese, ha insistito il presidente di Federcostruzioni, Federica Brancaccio. Da parte sua il ministro De Micheli ha voluto invece sottolineare lo sforzo che sta compiendo il Governo nell’ottica di un miglioramento delle infrastrutture, anche grazie all’adozione di  strumenti normativi come il decreto semplificazioni. Ma anche grazie al superbonus 110% che è uno strumento importantissimo su cui si discute per ampliarlo e renderlo strutturale. I fondi europei in arrivo, ha affermato il ministro, saranno utlizzati “per il piano Italia veloce che non sarà solo infrastrutturale, ma su cui giocherà il futuro del nostro Paese nei prossimi 10 annni”.
Durante il convegno inaugurale è stata presentata una ricerca di Federcostruzioni, frutto di mini interviste ai principali esperti del settore, per capire come l’emergenza in atto abbia cambiato le esigenze abitative degli italiani. Dall’indagine è emerso come la casa sia tornata ad essere un luogo di vita, e non più un luogo di riposo notturno. A cambiare è stata la percezione che si ha del proprio spazio abitativo, diventato un luogo dove si lavora, si studia, si frequentano corsi online, e questo ne cambia anche la dimensione fisica e architettonica.
La casa per rispondere alle nuove esigenze deve diventare “smart” ed efficiente da un punto di vista energetico. Inoltre deve essere ripensata da un punto di vista architettonico, perché deve essere in grado di far convivere più persone e più a lungo, senza creare interferenze anche se ognuna è coinvolta nella propria attività. Le abitazioni per supportare i lavoratori in smart working dovranno essere dotate di sistemi di lluminazione intelligenti che riprendono la luce naturale e saranno dotate di arredi riconfigurabili e integrati con tecnologie innovatie.
Sarà inoltre fondamentale progettare il ciclo di vita degli edifici e la loro versabilità per accogliere i cambiamenti futuri. Una volta che essi diventano vetusti, bisognerà poterli “smontare” invece che demolire, in modo che possano essere riutilizzati secondo nuovi usi.

 

Di seguito il video-saluto del presidente di Federcasa, Luca Talluri