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26/05/2026

CONVEGNO ‘EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA E INNOVAZIONE’

Al Nyx Hotel di Via Cicerone, si è svolto il Convegno EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA E INNOVAZIONE organizzato da Federcasa in collaborazione con PA ENERGIA e PRELIOS entrambe leader nel settore. Inevitabilmente federcasa ha approfittato dell’appuntamento per aprire un focus sul ‘Piano Casa’ a cui hanno preso parte il Presidente del GSE Alfredo Maria Becchetti, il Presidente di Invimit Mario Valducci, il Presidente di Consap Sestino Giacomoni: tutti protagonisti di questa partita importantissima per l’Edilizia Residenziale Pubblica; nella tavola rotonda finale si sono confrontati sempre sul teme del giorno, l’Onorevole Andrea De Maria, componente della Commissione d’inchiesta sulle periferie, Giovanni Gagliani Caputo responsabile delle relazioni istituzionali di Confedilizia e Gaetano Vassallo, Presidente Nazionale di Assocasa.

Nel settore dell’energia, esperienza, competenza e capacità di innovare fanno la differenza. Su questi valori si fonda Pa Energia, con oltre dieci anni di esperienza nel mercato Power & Gas e punto di riferimento per la Pubblica Amministrazione piemontese. L’azienda si distingue per un approccio basato su metodo, consulenza e innovazione, elementi che hanno permesso di costruire importanti collaborazioni con associazioni di categoria, enti pubblici e realtà del territorio. Oggi questo percorso si rafforza grazie a un accordo strategico con ANCI Piemonte, finalizzato ad aiutare i Comuni a individuare sprechi energetici e ottimizzare i costi di energia elettrica e gas. Il modello operativo di Pa Energia si basa su due principi fondamentali: la capacità di intervenire anche su voci di costo considerate tradizionalmente non modificabili e una remunerazione esclusivamente a risultato. L’ente pubblico sostiene infatti costi solo dopo l’effettiva verifica del risparmio ottenuto. I risultati raggiunti hanno portato l’azienda a operare anche a livello nazionale, fino alla collaborazione con Federcasa come partner tecnico. Un impegno che, oltre all’aspetto economico, ha una forte valenza sociale, contribuendo a ridurre i costi energetici del patrimonio di edilizia pubblica. Con oltre 20.000 utenze analizzate e una rete di partnership istituzionali in continua crescita, Pa Energia conferma il proprio ruolo di riferimento per una gestione energetica pubblica orientata a trasparenza, efficienza e sostenibilità. Prelios, nel corso delle sue presentazioni ha puntato sulla rigenerazione urbana, come leva della transizione energetica. La rigenerazione urbana rappresenta oggi una leva decisiva per la transizione energetica: è nelle città - che occupano solo il 4% del territorio europeo ma consumano oltre il 60% dell'energia e producono circa il 75% delle emissioni - che si concentra il maggior potenziale di cambiamento. In Italia questa sfida assume un carattere peculiare: a fronte di un patrimonio edilizio ampio ma spesso inefficiente, si registra una significativa disponibilità di aree dismesse. Un apparente paradosso che può trasformarsi in opportunità, consentendo di rigenerare suolo già urbanizzato senza ulteriore consumo di territorio. Intervenire sull'esistente — in particolare sul patrimonio di edilizia residenziale pubblica - significa ridurre i consumi ed incidere su fenomeni come la povertà energetica, che interessa oggi circa il 7-9% delle famiglie italiane. Nonostante questi benefici, la rigenerazione urbana sconta ancora criticità rilevanti: costi più elevati rispetto alla nuova costruzione, complessità tecnica e, soprattutto, iter autorizzativi lunghi e incerti, che ne riducono l'attrattività per gli investitori. È necessario, pertanto, un cambio di paradigma: semplificare le procedure, ridurre i tempi e rendere la rigenerazione economicamente più conveniente rispetto all'edificazione su nuovo suolo. Le recenti politiche nazionali - dal Piano Casa ai fondi dedicati - muovono in questa direzione, ma richiedono una piena e coerente attuazione. In tale prospettiva, accanto alle grandi trasformazioni urbane, assume un ruolo centrale la rigenerazione diffusa, fondata su interventi più circoscritti ma maggiormente scalabili. La rigenerazione urbana non è più soltanto una questione urbanistica, ma un processo economico e sociale complesso, che richiede competenze specializzate, capacità gestionali e un solido coordinamento tra soggetti pubblici e privati. In definitiva, non si tratta di un vincolo, ma di un'opportunità concreta per coniugare sostenibilità ambientale, equità sociale e sviluppo economico. Con l’entrata in vigore del Conto Termico 3.0 (D.M. 7 agosto 2025), ci si aspetta che la riqualificazione energetica del patrimonio pubblico entri finalmente in una fase davvero decisiva. Dati alla mano, la Pubblica Amministrazione gestisce un patrimonio ampio e obsoleto: oltre il 56% degli edifici pubblici si colloca nelle classi energetiche meno efficienti, con un tasso di riqualificazione inferiore all’1% annuo, a fronte dell’obiettivo del 3% previsto dal Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC) (Fonte: TEHA 2025). È in questo scenario che il Conto Termico 3.0 potrebbe - e dovrebbe - giocare un ruolo determinante: uno strumento operativo e immediatamente attivabile, gestito dal noto GSE, pronto a erogare contributi in conto capitale fino al 65% delle spese ammissibili, con la possibilità - nei casi espressamente previsti dalla normativa - di raggiungere il 100% per specifiche categorie di edifici pubblici, tra cui quelli dei Comuni con popolazione inferiore a 15.000 abitanti, nonché scuole e strutture sanitarie. Il potenziale applicativo è particolarmente rilevante per il comparto dell’edilizia residenziale pubblica (ERP), che in Italia conta oltre 823.000 alloggi gestiti da enti pubblici, pari a circa il 2,3% dello stock abitativo nazionale (Fonte: Osservatorio Nazionale ERP Federcasa–Nomisma 2024/2025). Si tratta di un patrimonio tanto essenziale sotto il profilo sociale quanto caratterizzato da criticità significative. Un dato particolarmente rilevante è che circa il 7,7% degli alloggi risulta attualmente inutilizzato, prevalentemente a causa della necessità di interventi manutentivi straordinari che non si riescono a completare (Fonte: Report ERP 2024/2025). Parallelamente, il contesto sociale evidenzia una crescente pressione sulla domanda abitativa e sui consumi energetici. In Italia, oltre 2,2 milioni di famiglie (8,4%) vivono in condizioni di povertà assoluta, mentre la povertà energetica interessa circa 2,3 milioni di nuclei familiari, pari al 9% del totale (Fonte: ISTAT 2024 e OIPE 2024). Una tale mole di interventi richiede l’integrazione con strumenti di partenariato pubblico-privato (PPP) e potrebbe beneficiare, quale elemento facilitatore, degli ormai consolidati contratti di rendimento energetico (EPC), che consentono il trasferimento del rischio operativo dalla Pubblica Amministrazione al soggetto privato, come ad esempio le ESCo (Energy Service Company), realtà che conoscono bene oneri e opportunità di questa tipologia di operazioni. Questa integrazione tra incentivo pubblico e capacità di investimento privata rappresenta una delle principali leve per superare i vincoli finanziari delle amministrazioni e accelerare la realizzazione degli interventi. Un’opportunità di rigenerazione urbana ed energetica la cui efficacia dipenderà dalla capacità delle amministrazioni di affrontarla e integrarla all’interno di una strategia di lungo periodo.