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Padova
Per una città sostenibile

di Sergio Lironi

Il progetto di Contratto di Quartiere predisposto per il Comune di Padova ha cercato di utilizzare e mettere in luce gli aspetti più innovativi impliciti nel Bando del Cer e tra questi in particolare l’introduzione dei concetti di ecologia urbana e di progettazione sostenibile delle trasformazioni edilizie, sociali ed ambientali; la stretta integrazione tra gli strumenti della pianificazione urbanistica e quelli della programmazione e gestione delle politiche e degli interventi settoriali (residenza, mobilità, servizi, approvvigionamento risorse energetiche, smaltimento rifiuti, ecc), che di fatto incidono profondamente sull’evoluzione della città e dei suoi quartieri; il forte coinvolgimento, nel processo di progettazione e riqualificazione urbana, di una pluralità di operatori istituzionali ed economici, dei rappresentanti della società civile e del mondo associazionistico, nonché direttamente dei singoli cittadini interessati.
Dal punto di vista metodologico, nell’elaborazione e nell’attuazione del Programma di Recupero Urbano, si è principalmente fatto riferimento ai principi definiti dalla Agenda 21 discussa a Rio nel 1992, dalla Carta delle Città d’Europa a favore della Sostenibilità elaborata nella Conferenza di Aalborg (Danimarca, maggio 1994) e dal City Summit - Habitat II di Istanbul (Turchia, giugno 1996). La Carta di impegni approvata dalla Conferenza di Aalborg attribuisce alle comunità locali, nonché ai cittadini singoli ed associati, un ruolo fondamentale per la promozione e realizzazione di politiche ambientali, risultando il coinvolgimento dell’intera struttura di governo locale e la partecipazione fattori chiave per creare sinergie e per il conseguimento di risultati significativi. Concetto comune ai diversi documenti sottoscritti è inoltre quello che esprime la necessità di integrare strettamente lo sviluppo ambientale con quello sociale ed economico, anche al fine di migliorare la salute e la qualità della vita dei cittadini.

Partecipazione ed ecologia urbana

L’intervento di recupero e sperimentazione edilizia proposto dal Comune di Padova riguarda un complesso residenziale di circa 200 alloggi (il Quartiere Caduti della Resistenza) realizzato negli anni Venti dall’Istituto Case Popolari e la vicina Casa dello Studente di via Monte Cengio, mentre il Programma di Recupero Urbano si estende all’intera Unità Urbana di San Giuseppe, che fa parte del Quartiere Savonarola e che comprende una popolazione di circa 9.000 abitanti. Si tratta di una parte di città posta nelle immediate vicinanze del Centro Storico, ma che si caratterizza per la grave carenza di servizi e per il manifestarsi - in ragione anche dell’elevata presenza di alloggi di proprietà di enti pubblici (Ater, Esu, Inpdap) - di accentuati fenomeni di degrado edilizio ed ambientale, di disgregazione e ghettizzazione sociale. Il coinvolgimento, sin dalla fase iniziale di localizzazione e di impostazione del progetto, dei rappresentanti della comunità locale e degli operatori dei più diversi settori della Pubblica Amministrazione e della aziende pubbliche ha consentito la definizione condivisa degli indirizzi fondamentali del Programma, ma anche l’immediata attivazione di interventi coerenti con le strategie che si stavano mettendo a punto.
Questa impostazione del lavoro, fondata sulla convinzione che il processo di riqualificazione ambientale e sociale dovesse partire subito e che i diversi progetti sarebbero comunque stati attuati (anche se con risorse ridotte e con tempi necessariamente più lunghi) indipendentemente dall’esito della richiesta di finanziamento trasmessa al Cer, si è rivelata uno dei più importanti fattori di successo sia per assicurare una attiva e costante partecipazione da parte degli stessi operatori istituzionali e delle associazioni di volontariato, sia per acquisire credibilità nei confronti dei cittadini del quartiere. Una impostazione che d’altra parte si proponeva di far acquisire agli addetti ai lavori ed ai residenti il concetto di sussidiarietà, ovvero la coscienza dell’opportunità e della legittimità di richiedere un finanziamento straordinario dello stato solo a fronte di un impegno diretto di tutta la comunità locale per la riuscita del progetto: un progetto che si propone innanzitutto di riscoprire, salvaguardare e valorizzare le risorse ambientali e sociali del territorio.
Una capillare informazione ai cittadini è stata promossa con l’organizzazione di assemblee pubbliche e con la pubblicazione di due numeri speciali del Bollettino di Quartiere Padova Informa, mentre già nella prima metà del 1998 si è dato vita - in alcuni locali di Piazza Toselli appositamente ristrutturati dall’Ater - ad un Laboratorio di Quartiere, che in breve tempo è divenuto un frequentato centro di attività sociali, di informazione e di ascolto per i diversi progetti inseriti nel Programma od anche per le proposte di volta in volta avanzate dai comitati presenti nel quartiere o da singoli cittadini.
Di particolare rilevanza è poi stata, a conclusione di questa prima fase di lavoro, l’organizzazione tra ottobre e novembre di un ciclo di cinque incontri tematici, pensati come workshop di tecnici dei diversi settori, associazioni e cittadini sugli aspetti più qualificanti e caratterizzanti del Contratto di Quartiere: la riqualificazione dell’edilizia pubblica e privata; il progetto di partecipazione e promozione sociale; l’ecologia e la riconquista degli spazi urbani; il progetto occupazione; gli indirizzi per una nuova normativa urbanistica. Sempre in autunno, si sono organizzati tre incontri pubblici dedicati alla bioarchitettura ed alla riqualificazione ecologica di giardini e spazi aperti, di indirizzo per i privati intenzionati a partecipare all’apposito bando emanato dal Settore Edilizia Privata per l’assegnazione di contributi a fondo perduto (sino a copertura di metà della spesa e sino a venti milioni per unità abitativa) di sostegno ad interventi coerenti con le finalità generali del Programma di Recupero Urbano: un’iniziativa che ha registrato una partecipazione superiore ad ogni più ottimistica previsione.
Va sottolineato come la qualità ecologica del programma non va solo ricercata nei singoli interventi previsti (cogenerazione elettrica e teleriscaldamento urbano, potenziamento del sistema del verde, moderazione del traffico e riduzione delle emissioni inquinanti, riqualificazione degli spazi urbani e valorizzazione delle relazioni sociali, recupero edilizio secondo i principi della bioarchitettura, avvio di processi di cambiamento degli stessi comportamenti individuali), quanto soprattutto nel tentativo di far interagire e coordinare le diverse azioni sia in fase progettuale che in fase attuativa, con l’attivazione costante di meccanismi di feedback. Non vi è dubbio infatti che le problematiche dello sviluppo sostenibile, o meglio di una riorganizzazione di tutte le attività umane secondo criteri di eco-compatibilità ambientale e di salvaguardia del benessere psicofisico delle persone, possono essere affrontate solo se si opera con una visione integrata, considerando la città e le sue singole parti quali ecosistemi complessi, nei quali - in analogia a quanto avviene per gli organismi viventi - i cambiamenti interessanti ogni singola parte comportano modificazioni, talvolta radicali, del funzionamento di tutto il sistema.
In fase di ricerca e di progettazione il quartiere è stato analizzato e ripensato sotto diversi aspetti e da diverse angolazioni: da quelle più tradizionali di tipo urbanistico ed edilizio o di carattere economico e sociale, a quelle più propriamente connesse all’ecologia urbana (ciclo dell’acqua e permeabilità dei suoli, consumi energetici, inquinamento atmosferico e da rumore, spazi verdi ed alberati, biodiversità e corridoi ecologici, ciclo delle materie prime e rifiuti solidi urbani, salute umana). Nella fase attuale, conseguito il finanziamento richiesto al Cer e divenuto operativo a tutti gli effetti il Programma di Recupero Urbano delineato dal Contratto di Quartiere, diviene prioritario, da un lato, formalizzare la costituzione di un vero e proprio Forum per l’autogoverno e la sostenibilità urbana di sostegno all’iniziativa, coadiuvato da un apposito Comitato Scientifico e da un sito Web in corso di attivazione, e, per altro verso, individuare alcune tematiche di maggior impatto attorno alle quali connettere e far interagire tutti gli altri progetti settoriali.
Per quanto concerne la riqualificazione ambientale è ad esempio possibile evidenziare l’importanza del progetto di moderazione del traffico e di quello relativo al verde: in entrambi i casi infatti il Contratto di Quartiere prevede la formazione di sistemi complessi, estesi a tutta l’Unità Urbana, che viene individuata quale isola ambientale dotata di un sufficiente grado di autonomia rispetto al contesto cittadino.
L’istituzione di un’unica zona 30 interessante tutto il quartiere (con conseguente trasformazione delle strade e delle piazze in spazi a prevalente carattere residenziale) e la realizzazione di un articolato ed organico sistema del verde (con forte integrazione di quello pubblico con quello privato), pongono le premesse indispensabili per una riprogettazione complessiva degli spazi e degli arredi urbani (dalla pavimentazione di strade e marciapiedi all’illuminazione pubblica, dalla segnaletica stradale e pubblicitaria alla localizzazione dei cassonetti dei rifiuti), finalizzata alla formazione di un ambiente più sicuro e vivibile soprattutto - ma non solo - per le persone anziane e per i bambini. E d’altra parte quello della Città sostenibile delle bambine e dei bambini è uno dei nuovi impegni di studio e di lavoro che vorremmo affrontare nel prossimo futuro, sia sotto l’aspetto delle necessarie modificazioni fisiche del sito (accessibilità, sicurezza, diversificazione e vivibilità dei luoghi), che dal punto di vista dell’educazione alla lettura delle risorse presenti nel proprio ambiente ed alla partecipazione ai processi di trasformazione urbana.

Caratteristiche e problematiche dell’Unità Urbana San Giuseppe

L’area interessata dal Programma di Recupero Urbano costituisce, da un punto di vista funzionale e morfologico, un’isola ambientale, i cui confini sono nettamente definiti dalla ferrovia ad ovest e dalla cinta bastionata cinquecentesca ad est, mentre a nord e a sud vi sono due arterie di traffico intenso, la statale per Vicenza e la provinciale per i Colli Euganei.
Pur localizzandosi immediatamente all’esterno del centro storico, il quartiere è di formazione relativamente recente. Un consistente incremento dell’attività edilizia si registra soprattutto tra le due guerre, con alcuni significativi interventi di edilizia popolare e con una minuta lottizzazione privata nelle aree più prossime alla città antica. Nel secondo dopoguerra l’edificazione tende progressivamente a saturare tutte le aree libere, senza un chiaro disegno di trasformazione urbana, sia per iniziativa dei privati (piccoli condomìni e abitazioni monofamiliari), sia ad opera di enti pubblici (Istituto Case Popolari, Ministero del Tesoro, Ferrovie dello Stato, Esu). In questo fitto tessuto di edilizia residenziale trovano inoltre spazio alcuni insediamenti artigianali ed industriali, molti dei quali trasformatisi nel corso degli anni in magazzini commerciali, una vasta zona militare ed alcune cliniche private. Nel complesso l’Unità Urbana si connota per una forte disomogeneità d’impianto e per un disordinato sovrapporsi di attività e funzioni che rendono problematiche le relazioni sociali e la formazione di una identità urbana.

Il degrado edilizio e il disagio sociale

Le numerose indagini effettuate nell’area hanno messo in evidenza gli aspetti critici connessi all’elevata presenza di popolazione anziana, in percentuale decisamente superiore a quella della media cittadina, e per contro ridotta presenza percentuale dei giovani in età minorile; la percentuale rilevante di famiglie costituite da persone singole o in coppia, pari al 56 per cento del totale, superiore alla media cittadina che si attesta sul 51 per cento. Il dato risulta fortemente correlato a quello precedente, relativo all’alta incidenza della popolazione anziana, e rende più gravi e complesse le problematiche sociali connesse; l’elevata presenza di pensionati e casalinghe e ridotta presenza di occupati, in percentuale decisamente maggiore rispetto alla media cittadina; l’alta percentuale di alloggi in locazione ed elevata presenza di abitazioni di proprietà pubblica. La grave carenza di servizi rispetto agli standard urbani è tale da far ritenere quella della zona in esame una delle situazioni in assoluto più critiche rispetto alle altre unità urbane. Inesistenti i parcheggi ed il verde a scala urbana; scarsa la dotazione di verde di quartiere, che non supera gli 1,5 mq/abitante, pur essendo stati ricompresi nel computo gli spazi interstiziali alla residenza pubblica (la media a scala urbana è di 7,49 mq/ab.); l’assenza di un sistema di mobilità gerarchicamente strutturato e presenza di flussi di traffico estraneo all’Unità Urbana, con conseguenti rilevanti problematiche connesse alla sicurezza, all’inquinamento ed alla vivibilità degli spazi pubblici e dei percorsi; il diffuso degrado edilizio, particolarmente accentuato per gli alloggi di proprietà pubblica, con negative conseguenze sia in termini di salute dei residenti che di elevato spreco energetico; le iniziative diffuse di sostituzione edilizia, che se da un lato minacciano la sopravvivenza di significative testimonianze di beni architettonici minori, per altro verso – in assenza di strumenti pianificatori e normative adeguate – anziché migliorare l’immagine e l’organizzazione funzionale del quartiere, tendono a renderle ancor più caotiche e disomogenee.
Ai fini dell’impostazione del Programma di Recupero Urbano si sono inoltre attentamente valutati altri due aspetti caratterizzanti la realtà sociale del quartiere.
Il primo è quello relativo al problematico rapporto esistente tra gli abitanti delle case popolari e la restante popolazione del quartiere. Un insieme di fattori economici ed ambientali tende infatti a caratterizzare negativamente gli assegnatari di alloggi pubblici isolandoli rispetto al contesto. Oltre il 45 per cento dei residenti sono pensionati, mentre circa il 20 per cento dei nuclei familiari ha un reddito di sola pensione o vive di sussidi comunali. Un consistente numero di persone è inoltre seguito dai servizi sociali comunali, oltre che sotto l’aspetto economico anche per problemi connessi a varie forme di patologia psichiatrica o a causa delle ridotte capacità di vita autonoma (assistenza domiciliare, fornitura pasti, servizio di lavanderia, ecc.). Molte famiglie con minori, di recente assegnazione, sono di fatto costituite da nuclei monogenitoriali (ragazze madri, donne separate, vedove), mentre sempre negli alloggi pubblici si concentra oltre il 34 per cento dei disoccupati dell’Unità Urbana ed un elevato numero di persone invalide. Il disagio economico delle famiglie risulta d’altra parte decisamente aggravato dalle già ricordate precarie condizioni abitative, determinate dal diffuso degrado degli stabili di proprietà pubblica.
Un secondo aspetto è quello relativo alle complesse relazioni esistenti tra la popolazione studentesca ospitata nelle abitazioni dell’Esu ed il quartiere nel suo complesso.

Il territorio come risorsa

Uno dei princìpi guida per l’elaborazione del Contratto di Quartiere è stato quello di considerare il territorio quale risorsa fondamentale su cui impostare ogni progetto di trasformazione e di sviluppo sostenibile. Così non è stato nel passato, anche recente. I meccanismi della pianificazione e della crescita urbana, infatti, quasi sempre hanno considerato il territorio quale semplice spazio da occupare, generando nel contempo un generalizzato spreco di risorse. La prima fase di ogni programma di trasformazione urbana deve dunque consistere nella riscoperta della identità di un territorio che possiede una propria sapienza ambientale, che dev’essere conosciuta e valorizzata. Identità che non può essere demandata agli specialisti, ma deve divenire coscienza diffusa della comunità locale, per favorirne il processo di autoidentificazione e di autodeterminazione.
Tra le risorse del territorio vanno in particolare individuati il sistema delle acque e del verde, in quanto fattori determinanti per la formazione di ambiti paesistici unitari, per la conservazione ed il miglioramento della qualità dell’aria e delle condizioni microclimatiche e per l’attenuazione dei molteplici effetti dell’inquinamento urbano; gli spazi vuoti o dimenticati, così come le aree dismesse, che possono divenire strumenti importanti per un recupero ambientale del territorio urbanizzato, per ristabilire un diverso e più vitale rapporto tra uomo e natura; i beni architettonici, anche minori, gli arredi e gli aspetti della morfologia urbana (spazi pubblici, percorsi, lottizzazioni unitarie), che costituiscono insostituibile testimonianza dell’evoluzione storica del quartiere, conferendo allo stesso identità rispetto al contesto cittadino; i sistemi di relazioni sociali, l’imprenditorialità e la ricchezza culturale espressi dalla popolazione locale, il benessere e la qualità della vita degli individui che debbono essere indagati e valorizzati con la stessa attenzione posta per lo studio delle condizioni ambientali.
Nell’ambito delle diverse indagini svolte dal Servizio Ambiente del Settore Pianificazione Urbanistica e Ambiente è stato possibile ricostruire un quadro aggiornato delle principali problematiche riguardanti l’Unità Urbana, principalmente legate all’inquinamento dell’aria ed agli elevati livelli di rumorosità, derivanti dai forti flussi veicolari.
Fra le risorse ambientali, se pure in condizioni di degrado, risulta di particolare importanza, per quanto concerne l’Unità Urbana oggetto del nostro intervento, il corso d’acqua di Fossa Bastioni, che tramite opere di risezionamento e bonifica registra oggi una drastica riduzione delle immissioni inquinanti. Il Programma evidenzia la possibilità di attivazione di un progetto di fitodepurazione dell’asta fluviale compresa tra piazzale Savonarola e piazzale S. Giovanni.
Le mappe termiche redatte nell’ambito del Piano Energetico Comunale hanno permesso di localizzare nell’Unità Urbana S. Giuseppe le utenze potenzialmente allacciabili ad un sistema di teleriscaldamento, promosso dall’Azienda Padova Servizi, il cui progetto di fattibilità e un esempio di mappa termica sono descritti nel capitolo Scelte e contenuti progettuali.

Il recupero edilizio del Quartiere Caduti della Resistenza

I progetti di recupero e sperimentazione edilizia riguardano in questa fase solo due complessi residenziali dell’Ater e dell’Esu.
La centralità, rispetto all’unità urbana, dei principali complessi di edilizia residenziale pubblica, la qualità architettonica dei fabbricati e la presenza, al loro interno, di una significativa quantità di spazi verdi e di spazi scoperti, rendono peraltro plausibile l’ipotesi che il loro recupero strutturale e tipologico possa decisamente contribuire ad avviare un più generalizzato processo di riqualificazione funzionale e d’immagine di tutto il contesto urbano.
L’intervento di recupero del Quartiere Caduti della Resistenza si attua attraverso l’adeguamento agli standard edilizi ed impiantistici delle abitazioni e degli stabili nel loro complesso pur mantenendo le fondamentali caratteristiche morfologiche e tipologiche dell’insediamento, a cui giustamente la Soprintendenza ai Beni Architettonici ed Ambientali attribuisce un rilevante ruolo di testimonianza storica ed architettonica. E’ prevista una articolata differenziazione tipologica degli alloggi, tale da consentire il reinserimento – a lavori ultimati – del maggior numero di famiglie attualmente residenti (costituite in prevalenza da persone anziane sole o in coppia), ma tale anche da favorire nel tempo l’integrazione con nuovi nuclei familiari di età più giovane. Alcuni speciali alloggi protetti verranno affidati alla gestione diretta del Centro Servizi Territoriali del Comune per l'integrazione assistita di soggetti deboli nella vita del quartiere.
L’intervento comprende la realizzazione di spazi destinati a servizi civici di quartiere in piazza Toselli e lungo via Dottesio, tra i quali un Laboratorio di Quartiere, che continuerà l’attività già avviata di informazione e di promozione della partecipazione dei residenti ai progetti di riqualificazione urbana; la realizzazione di unità immobiliari destinate ad attività commerciali e a laboratori e botteghe artigiane, che oltre a favorire l’avvio assistito di attività imprenditoriali (incubatoi d’impresa) consentiranno di riqualificare l’ambiente urbano e di vivacizzarne le relazioni sociali (città dei mestieri); La sperimentazione di diversi aspetti relativi alla qualità ecosistemica degli alloggi e degli organismi abitativi, concernenti in particolare il risparmio delle risorse (ciclo dell’acqua e utilizzazione razionale dell’energia), la qualità dell’aria (utilizzazione rigorosa di materiali e prodotti edilizi rispondenti ai princìpi della bioarchitettura, e impianti di ventilazione meccanica igroregolabile), il comfort acustico ed il sistema di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani consente la definizione, in relazione ai programmi di sperimentazione indicati, di precisi criteri e metodologie di verifica e monitoraggio dei risultati attesi, nonché di verifica dell’efficacia delle normative esistenti e di indirizzo per l’eventuale integrazione delle stesse.
E’ inoltre prevista la completa risistemazione delle pavimentazioni, del verde e dell’arredo urbano interessanti piazza Toselli e via Toselli. Detti interventi d’ordine urbanistico e infrastrutturale, connessi al previsto insediamento di nuove attività artigianali ai piani terra dei fabbricati prospicienti, costituiscono la premessa per la formazione di una nuova centralità urbana e per conferire ai luoghi un’immagine accattivante di quartiere francese, in cui sia possibile ricercare antichi mestieri o laboratori e negozi altamente specializzati.

Gli interventi programmati per la Casa dello Studente

Per il progetto di recupero della Casa dello Studente di proprietà dell’Esu, pur essendo l’intervento prevalentemente (ma non esclusivamente) orientato alla manutenzione straordinaria ed alla messa a norma degli impianti, si sono seguiti obiettivi di fondo e criteri metodologici analoghi a quelli utilizzati per le case Ater. Anche in questo caso si è innanzitutto puntato all’introduzione di alcune innovazioni tipologiche e funzionali atte a rompere l’isolamento rispetto al contesto sociale e urbano. In accordo con l’Ente proprietario si è così stabilito di ristrutturare i locali al piano ammezzato del primo fabbricato (quello più vicino a via Monte Cengio), al fine di consentirne l’utilizzo per attività di interesse generale (Internet caffè, Centro di documentazione sulle culture extraeuropee, emeroteca) aperte a tutta la popolazione del quartiere.
Nuove aule di studio per gli studenti verranno ricavate al piano terra del secondo fabbricato, nei locali ex-spogliatoio attualmente inutilizzati, mentre nel seminterrato della prima palazzina – ove venga realizzato il previsto impianto di teleriscaldamento urbano – potranno essere ricavati una palestra ed una sala polivalente con annessi servizi.
Il vero e proprio programma di sperimentazione edilizia sarà centrato sugli aspetti del risparmio energetico e comfort termico e della riduzione dei rifiuti solidi urbani (vedi la scheda).

Progetto occupazione

Gli interventi edilizi ed infrastrutturali previsti e finanziati dal Contratto di Quartiere (recupero edilizio delle case pubbliche, cogenerazione e teleriscaldamento, incremento e riqualificazione del verde e degli spazi urbani, recupero edilizio diffuso ad opera dei privati con contributo incentivante dell’Amministrazione Comunale) comporteranno indubbiamente importanti e positive ricadute occupazionali. Ma il Contratto di Quartiere contempla anche azioni ed interventi specificamente finalizzati a favorire l’avviamento al lavoro e l’occupazione, soprattutto dei giovani.
Tra le iniziative già avviate vi sono, ad esempio, l’istituzione presso il Laboratorio di Quartiere di piazza Toselli di uno Sportello Cerco-Offro gestito da Progetto Giovani e di uno Sportello di Orientamento curato dall’Enaip di Padova.
In quest’ambito si colloca anche la richiesta di istituire presso il Laboratorio di Quartiere un cantiere scuola per la trasmissione ai giovani delle esperienze professionali di lavoratori anziani o pensionati specializzati in antichi mestieri e per l’attivazione, nell’ambito del quartiere, di veri e propri interventi di recupero di beni architettonici e ambientali da effettuarsi quale esercitazione didattica e tirocinio per gli iscritti ai corsi professionali (con la collaborazione del Centro professionale edile e dell’Inbar).
Un ulteriore elemento portante del Progetto occupazione è costituito dalla previsione di realizzare, nell’ambito del programma di recupero degli alloggi Ater, numerose unità immobiliari destinate a servizi civici, a laboratori e botteghe artigiane e ad attività commerciali qualificate.
L’ente “Associazione Progetto” ha programmato un apposito corso di formazione professionale di 380 ore per Gestori di attività artigiane e commerciali, per il cui finanziamento è stato richiesto il contributo della Comunità Europea (Fondo Sociale Europeo 1999). Sempre in tema di occupazione, “Progetto Impresa” del Comune di Padova ha allo studio la costituzione di un punto di animazione e aggregazione (Internet caffè) nel quale sia possibile richiedere informazioni, attraverso le tecnologie multimediali, sulle tendenze del mercato, le opportunità e le offerte di lavoro, e di un punto di assistenza per la formazione di nuove cooperative di servizio (manutenzioni urbane, animazione, assistenza domiciliare agli anziani, baby sitting, piccole riparazioni e manutenzioni domestiche).

Progetto ecologia urbana

Sia gli interventi sul patrimonio edilizio esistente che quelli di riqualificazione funzionale ed ambientale del quartiere nel suo complesso si inquadrano in un organico e coerente progetto di sostenibilità urbana e riconversione ecologica del territorio, fondato su specifici programmi d’azione pubblica e – nel contempo – su campagne di sensibilizzazione della popolazione per la graduale trasformazione degli stessi comportamenti individuali.
Fra i criteri progettuali figura la rigenerazione dei processi naturali compatibili con l’ambiente urbano, attraverso la ripermeabilizzazione dei suoli, la conservazione e lo sviluppo di habitat differenziati (biodiversità), il potenziamento degli spazi verdi e la loro riorganizzazione in un sistema organico connesso alle infrastrutture ecologiche urbane ed extraurbane di maggiori dimensioni ed importanza (parchi, aree boscate, percorsi fluviali, aree agricole). Da non sottovalutare in questo contesto anche l’incentivazione alla pratica dell’orticoltura urbana (ed in particolare di quella che utilizza metodologie e prodotti non inquinanti), che in una qualche misura può contribuire alla riduzione delle importazioni di prodotti alimentari e al riciclaggio in loco della componente organica dei rifiuti solidi urbani (compostaggio).
Le risorse pubbliche e private dovranno essere concentrate nelle attività di riqualificazione ambientale e recupero edilizio per evitare ogni ulteriore consumo di suolo. Per le aree dismesse di maggiori dimensioni, già utilizzate a fini industriali o commerciali, andranno invece previsti precisi limiti alla ricostruzione delle volumetrie preesistenti e definiti specifici criteri di bonifica e trasformazione su basi ecologiche.
A questo fine, oltre che per le ragioni già esposte, è fondamentale lo sviluppo di processi partecipativi, perchè la partecipazione dei cittadini e la concertazione tra le parti sociali sono uno dei più efficaci strumenti di conoscenza dei diversi fattori che intervengono nel funzionamento di un sistema complesso e di correzione – in corso lavori – dei programmi attivati in relazione al possibile manifestarsi di effetti contrastanti con i risultati attesi. La formazione di comunità responsabilizzate nella gestione di strutture, spazi e servizi e nel contempo aperte al confronto democratico, all’innovazione e all’integrazione di soggetti diversi (per cultura, provenienza e reddito) costituisce quindi una risorsa fondamentale per un generalizzato miglioramento della qualità del vivere quotidiano.

SCHEDA

COMUNE
Padova
LOCALITÀ
Quartiere Savonarola
MOTTO
Contratto di Quartiere Savonarola: Partecipazione ed ecologia urbana
GRUPPO DI PROGETTAZIONE
Settore Edilizia Residenziale del Comune di Padova, in collaborazione con Ater di Padova, Esu, Consiglio di Quartiere e Azienda Padova Servizi: Sergio Lironi (responsabile), Lorenzo Ranzato, Valerio Tridenti, Meri Scarso
OPERATORI PUBBLICI
Comune di Padova: Settore urbanistica, verde pubblico, ambiente, infrastrutture, mobilità, servizi sociali
Consiglio di Quartiere
Ater di Padova
Esu
Università: Facoltà di agraria, Labsla, Facoltà di Architettura, Dipartimento di sociologia
Amag (ora Azienda Padova Servizi): illuminazione pubblica, teleriscaldamento e cogenerazione elettrica
Acap: trasporto pubblico
Amniup (ora Azienda Padova Servizi): raccolta differenziata
Enea
Scuole
PRIVATI
Associazioni di volontariato
Associazioni ambientaliste
Associazione genitori
Sindacati inquilini
Privati proprietari
INTERVENTI RIQUALIFICAZIONE FISICO-FUNZIONALE
Recupero residenziale: recupero e sperimentazione edilizia nell’ambito degli alloggi pubblici (Quartiere Caduti della Resistenza di piazza Toselli) e degli stabili della Casa dello Studente di via Monte Cengio, con applicazione dei principî della bioarchitettura
Dotazione di servizi: interventi di ecologia urbana in senso lato, comprendenti i programmi inerenti il ciclo dell’acqua, il sistema del verde pubblico e privato, i cicli dell’energia (cogenerazione e teleriscaldamento urbano, illuminazione pubblica, smaltimento dei rifiuti solidi urbani, mobilità e quindi riduzione dei fattori di inquinamento)
INCREMENTO OCCUPAZIONE
attività imprenditoriali: definizione e avvio di progetti specifici finalizzati allo sviluppo e alla riqualificazione delle attività occupazionali
INTERVENTI SUL SOCIALE
attivazione di un reale processo partecipativo per la definizione delle finalità e degli obiettivi strategici del Contratto, nonché di sostegno a tutte le fasi della progettazione esecutiva e della realizzazione degli interventi e delle opere programmate
INVESTIMENTI
Finanziamento contratto di quartiere lire 20.000.000.000
Altri fondi pubblici: Ater di Padova, Comune di Padova, Amag (ora Azienda Padova Servizi)
Totale investimenti: lire 45.000.000.000
INTERVENTI SPERIMENTALI
Qualità ecosistemica
Risparmio energetico e comfort termico. Per quanto concerne gli impianti termici è previsto l’allacciamento al nuovo sistema di teleriscaldamento urbano progettato dall’Amag, che già in partenza consente un elevato risparmio energetico ed una riduzione delle emissioni inquinanti nell’atmosfera (gas climalteranti). Un’ulteriore riduzione dei consumi dovrebbe essere consentita dall’installazione di apparecchi innovativi di trattamento ad impulsi elettrici dell’acqua, in grado di garantire un equilibrio naturale nel rapporto CO2 e calcare presente nell’acqua senza aggiunta di sostanze chimiche e rigeneranti. Con tale metodo, pur non eliminando totalmente il calcare dall’acqua, ne vengono neutralizzati gli effetti negativi (incrostazioni delle tubazioni con conseguente maggior consumo energetico).
Per quanto riguarda la coibentazione dell’involucro edilizio, verranno preliminarmente effettuate misure di temperatura delle superfici interne, saggi e campionamenti per la rilevazione di eventuali ponti termici, nonché termografie a raggi infrarossi. In linea di massima, e fatti salvi eventuali interventi puntuali, è comunque prevista la conferma delle attuali strutture di tamponamento, mentre – per incrementare la coibentazione – i fori finestra verranno ridotti nei minimi consentiti e verranno installati nuovi speciali serramenti in alluminio caratterizzati da elevate proprietà di isolamento termico ed acustico e con incorporate tendine regolabili per l’oscuramento dei locali o la graduazione dell’effetto illuminante;
Per la verifica ed il monitoraggio dei risultati, finalizzati all’eventuale integrazione della normativa tecnica, è prevista la raccolta di serie storiche di dati relativi ai consumi energetici, con particolare riferimento a quelli afferenti al costruendo sistema di teleriscaldamento, e la correlazione dei dati raccolti con le condizioni climatiche e con le volumetrie degli edifici;
Rifiuti solidi urbani. Per ridurre l’entità dei rifiuti solidi urbani conferiti al tradizionale sistema di raccolta e smaltimento, si è prevista la sperimentazione, in collaborazione con l’azienda municipalizzata Amniup (ora Azienda Padova Servizi), del sistema FUS 20, basato essenzialmente sulla evacuazione della parte organica dei rifiuti domestici attraverso la rete fognaria, previa triturazione con apposito apparecchio posto sotto al lavello.
Il monitoraggio dei risultati attesi (semplificazione del processo di raccolta e smaltimento, possibilità di realizzare processi di gassificazione e compostaggio) coinvolge le seguenti aree d’indagine: composizione e quantità del rifiuto urbano prodotto nelle aree ove è stata installata ed è in uso l’apparecchiatura; modalità d’uso della macchina; composizione delle acque reflue fognarie surnatanti i fanghi di risulta dalle abitazioni ove è in uso l’apparecchiatura; composizione dei fanghi di risulta della separazione dai reflui fognari prodotti nelle abitazioni ove è in uso l’apparecchiatura.
Ciclo dell’acqua e verde in ambiente urbano. Nella definizione del progetto ci siamo proposti quale obiettivo generale quello di studiare le problematiche riguardanti il ciclo dell’acqua e del verde in ambiente urbano a partire dall’analisi storica delle trasformazioni idromorfologiche avvenute.
Le linee guida – un vero e proprio abaco utilizzabile sia per gli spazi pubblici che per quelli privati – sulla corretta progettazione del ciclo dell’acqua propongono: alcune suggestioni di progetto per la riqualificazione di aree verdi, cortili interni, piazze e marciapiedi; lo studio sulla fattibilità di un progetto di risanamento delle acque (biofitodepurazione), la rivalorizzazione ambientale lungo il canale collettore di Fossa Bastioni ed infine lo studio del ciclo dell’acqua nella serra bioclimatica dell’insediamento dell’Ater.

Illustrazioni

Padova, il Quartiere Savonarola
L’Unità urbana San Giuseppe
L’intervento sperimentale proposto dal Comune di Padova riguarda un complesso residenziale di circa 200 alloggi (il Quartiere Caduti della Resistenza) realizzato negli anni Venti dall’Istituto Case Popolari e la vicina Casa dello Studente di via Monte Cengio, mentre il Programma di Recupero Urbano si estende all’intera Unità Urbana di San Giuseppe, che fa parte del Quartiere Savonarola e che comprende una popolazione di circa 9.000 abitanti. Si tratta di una parte di città posta nelle immediate vicinanze del Centro Storico, ma che si caratterizza per la grave carenza di servizi e per il manifestarsi - in ragione anche dell’elevata presenza di alloggi di proprietà di enti pubblici (Ater, Esu, Inpdap) - di accentuati fenomeni di degrado edilizio ed ambientale, di disgregazione e ghettizzazione sociale.
1. Foto aerea della zona di intervento
2. Localizzazione dei principali complessi di edilizia residenziale pubblica all’interno dell’Unità Urbana di San Giuseppe
3. Le case popolari di Piazza Toselli

Il recupero edilizio del Quartiere Caduti della Resistenza
L’intervento di recupero del Quartiere Caduti della Resistenza si attua attraverso l’adeguamento agli standard edilizi ed impiantistici delle abitazioni e degli stabili nel loro complesso pur mantenendo le fondamentali caratteristiche morfologiche e tipologiche dell’insediamento. L’intervento comprende la realizzazione di spazi destinati a servizi civici di quartiere in piazza Toselli e lungo via Dottesio, tra i quali un Laboratorio di Quartiere; la realizzazione di unità immobiliari destinate ad attività commerciali e a laboratori e botteghe artigiane; la costruzione di un parcheggio auto interrato, da attrezzare superiormente in parte a verde, in parte a corte interna, su cui far affacciare anche il retro di negozi e botteghe artigiane; la realizzazione, ai piani terra di alcuni fabbricati, di locali condominiali (deposito cicli e moto, cantine, stenditoi, sale riunioni) e di alcuni locali destinati ad attività di assistenza agli anziani che si prevede vengano gestite dai Servizi Sociali del Comune o in convenzione con l'Istituto Riposo Anziani; la valorizzazione del verde e delle corti interne quali luoghi di incontro e di vita sociale per i residenti. In quest’ambito si colloca anche la sperimentazione bioclimatica connessa alla trasformazione di una delle corti residenziali in giardino d’inverno, ottenibile mediante una copertura vetrata apribile e regolabile nelle diverse stagioni.
4. Le corti degli edifici di edilizia residenziale pubblica
5. Planivolumetrico del Piano di Recupero di iniziativa pubblica del Quartiere Caduti della Resistenza, a cura del Settore Edilizia residenziale (Sergio Lironi, Daniele Lotto, Lorenzo Ranzato e Valerio Tridenti)
6. Primi studi per la realizzazione di un giardino d'inverno nella corte centrale del Quartiere Caduti della Resistenza (consulente prof. Marco Sala e Camilla Manganelli) 

Piazza Toselli
E’ prevista la completa risistemazione delle pavimentazioni, del verde e dell’arredo urbano interessanti piazza Toselli e via Toselli, al fine di trasformarli in spazi urbani di vita e relazione sociale, consentendone una limitatissima accessibilità veicolare per esclusive ragioni di servizio ai negozi e alle residenze. Detti interventi d’ordine urbanistico e infrastrutturale, connessi al previsto insediamento di nuove attività artigianali ai piani terra dei fabbricati prospicienti, costituiscono la premessa per la formazione di una nuova centralità urbana e per conferire ai luoghi un’immagine accattivante di quartiere francese, in cui sia possibile ricercare antichi mestieri o laboratori e negozi altamente specializzati.
7. Ipotesi progettuale di sistemazione di Piazza Toselli.

La partecipazione
Il Contratto di Quartiere si è avviato grazie al coinvolgimento fin dalle fasi preliminari di tutti gli attori del processo di trasformazione urbana. Oltre ai vari settori del Comune, l’interlocutore principale è stato il Consiglio di Quartiere, che ha promosso, in data 21 marzo 1998, una Assemblea Pubblica di presentazione del Contratto, momento importante di informazione e di discussione con i cittadini residenti nel quartiere, preceduta dalla capillare diffusione di un numero speciale del Bollettino Padova Informa, interamente dedicato all’illustrazione dei contenuti essenziali del Programma.
Altri interlocutori privilegiati del Contratto di Quartiere sono stati sin dall’inizio l’Ater (Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale), l’Esu (Ente Regionale per il Diritto allo Studio Universitario), in quanto enti proprietari di un consistente patrimonio edilizio che necessita di urgenti interventi di recupero e l’Azienda Padova Servizi (già Amag e Amniup), in quanto coinvolta nella sperimentazione di tecnologie tese a ridurre l’impatto ambientale del riscaldamento, dei rifiuti urbani e delle atre attività connesse all’abitare.
8. Grafo dei progetti principali del Contratto di Quartiere e degli organismi pubblici e privati che vi partecipano

Ciclo dell’acqua e verde in ambiente urbano
Il progetto si pone l’obiettivo di studiare le problematiche riguardanti il ciclo dell’acqua e del verde in ambiente urbano a partire dall’analisi storica delle trasformazioni idromorfologiche avvenute.
Le linee guida – un vero e proprio abaco utilizzabile sia per gli spazi pubblici che per quelli privati – sulla corretta progettazione del ciclo dell’acqua propongono: alcune suggestioni di progetto per la riqualificazione di aree verdi, cortili interni, piazze e marciapiedi; lo studio sulla fattibilità di un progetto di risanamento delle acque (biofitodepurazione), la rivalorizzazione ambientale lungo il canale collettore di Fossa Bastioni ed infine lo studio del ciclo dell’acqua nella serra bioclimatica dell’insediamento dell’Ater.
Gli obiettivi specifici hanno privilegiato lo studio dell’impermeabilizzazione dei suoli nelle aree pubbliche e private; l’analisi della rete d’adduzione idrica e fognaria; la circolazione delle acque superficiali in modo tale da poter ricostruire il reale funzionamento del ciclo dell’acqua a livello del quartiere. Altro obiettivo è stato quello di studiare la fattibilità di alcuni interventi di rinaturazione sui corsi d’acqua e fossati in genere, per ripristinare tutte le funzioni ecologiche, riportandoli quindi ad uno stato vicino alle condizioni naturali.
9. Analisi della permeabilità dei suoli. L’analisi è stata elaborata nell’ambito dello stage realizzato con il Diploma in sistemi Informativi territoriali dell’Università di Architettura di Venezia, a cura di Lorenzo Ranzato, Luca Cemin e Valerio Rella. In marrone scuro le aree a bassa permeabilità, in verde (dal più scuro al più chiaro) le zone a media, buona, alta permeabilità.
10. Riqualificazione dell'area verde e fitorisanamento dell'acqua nel canale di Fossa Bastioni. Ricerca svolta da Erich R. Trevisiol e Stefano Parancola, con Tiziana Adamo e Andrea Canali)

Natura in città: progetti di integrazione del verde pubblico e privato
L’obiettivo del progetto è di realizzare, nell’ambito di un più generale programma di sviluppo delle aree verdi a scala urbana, un sistema di verde pubblico, privo di soluzioni di continuità, che dovrà necessariamente integrarsi con interventi di riqualificazione e valorizzazione del verde privato.
La prevalente tipologia del verde pubblico dell’area considerata consiste in vie alberate con specie a foglia caduca quali il platano, i tigli, la robinia, il mirabolano porporino, ecc. Solo in alcuni casi sono presenti anche specie sempreverdi, come in via Palestro (leccio), via delle Melette (ligustro lucido), piazzale San Giuseppe (pino domestico). Tutto il patrimonio arboreo è stato inventariato, con acquisizione dei principali dati dendrologici e dello stato fitosanitario delle singole piante. Nel complesso si tratta di piantagioni effettuate negli anni sessanta, in assenza di specifici criteri tecnicoprogettuali quali la scelta della specie in base allo spazio disponibile, la predisposizione di un idoneo sito di impianto, l’approvvigionamento di materiale vivaistico selezionato, ecc.
11. Indagine sul verde pubblico realizzata dal Settore del Verde, coordinata da Gianpaolo Barbariol

Progetto di centrale cogenerativa e rete di teleriscaldamento
Secondo l’indagine svolta – su commissione del Comune di Padova – dall’Istituto di Ricerche Ambiente Italia in preparazione del Piano Energetico Comunale, larga parte dell’area nord dell’ambito urbano considerato (nella quale si localizzano le case Ater ed Esu, le case del Ministero del Tesoro – servite da un impianto centralizzato – ed altri complessi destinati ad attività di servizio ed artigianali) è ricompresa tra i settori urbani a più elevata intensità di consumo energetico (maggiore di 80 Mcal/mq per anno) e quindi prioritariamente allacciabili ad un sistema di teleriscaldamento urbano. Non solo: anche la diffusa presenza di proprietà pubbliche (le residenze già ricordate, le scuole, la caserma dei carabinieri) costituisce un fattore estremamente importante per conferire concretezza e fattibilità all’ipotesi del teleriscaldamento, in quanto garantisce già a priori un elevato numero di utenze immediatamente allacciabili. Secondo il progetto di fattibilità, commissionato dall’Azienda Padova Servizi, l’energia elettrica coprodotta dall’impianto centralizzato potrà abbondantemente coprire i fabbisogni energetici connessi alla rete dell’illuminazione pubblica di quartiere, la cui gestione è curata dalla stessa azienda municipalizzata.
12. Il progetto preliminare della rete Amag di teleriscaldamento

Il Contratto di Quartiere
Il programma pur essendo suscettibile di modifiche ed integrazioni incorso d’opera tende a definire un disegno ed un’immagine unitaria del quartiere, a cui dovranno far riferimento tutti i progetti di settore. Nel piano, oltre agli interventi già programmati e finanziati dal Contratto di Quartiere per il prossimo triennio, sono contenute alcune suggestioni progettuali proiettate in un arco temporale di più ampio respiro, che si sono ritenute essenziali per avviare un dibattito sulle scelte strategiche di trasformazione urbana.
13. Piano Guida per il coordinamento dei diversi interventi proposti dal Programma di Recupero Urbano

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