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Padova
Per una città sostenibile
di Sergio Lironi
Il progetto di Contratto di Quartiere predisposto per
il Comune di Padova ha cercato di utilizzare e mettere in luce gli aspetti
più innovativi impliciti nel Bando del Cer e tra questi in particolare
l’introduzione dei concetti di ecologia urbana e di progettazione
sostenibile delle trasformazioni edilizie, sociali ed ambientali; la
stretta integrazione tra gli strumenti della pianificazione urbanistica e
quelli della programmazione e gestione delle politiche e degli interventi
settoriali (residenza, mobilità, servizi, approvvigionamento risorse
energetiche, smaltimento rifiuti, ecc), che di fatto incidono
profondamente sull’evoluzione della città e dei suoi quartieri; il
forte coinvolgimento, nel processo di progettazione e riqualificazione
urbana, di una pluralità di operatori istituzionali ed economici, dei
rappresentanti della società civile e del mondo associazionistico, nonché
direttamente dei singoli cittadini interessati.
Dal punto di vista metodologico, nell’elaborazione e nell’attuazione
del Programma di Recupero Urbano, si è principalmente fatto riferimento
ai principi definiti dalla Agenda 21 discussa a Rio nel 1992, dalla
Carta delle Città d’Europa a favore della Sostenibilità elaborata
nella Conferenza di Aalborg (Danimarca, maggio 1994) e dal City Summit
- Habitat II di Istanbul (Turchia, giugno 1996). La Carta di impegni
approvata dalla Conferenza di Aalborg attribuisce alle comunità locali,
nonché ai cittadini singoli ed associati, un ruolo fondamentale per la
promozione e realizzazione di politiche ambientali, risultando il
coinvolgimento dell’intera struttura di governo locale e la
partecipazione fattori chiave per creare sinergie e per il conseguimento
di risultati significativi. Concetto comune ai diversi documenti
sottoscritti è inoltre quello che esprime la necessità di integrare
strettamente lo sviluppo ambientale con quello sociale ed economico, anche
al fine di migliorare la salute e la qualità della vita dei cittadini.
Partecipazione ed ecologia urbana
L’intervento di recupero e sperimentazione edilizia
proposto dal Comune di Padova riguarda un complesso residenziale di circa
200 alloggi (il Quartiere Caduti della Resistenza) realizzato negli anni
Venti dall’Istituto Case Popolari e la vicina Casa dello Studente di via
Monte Cengio, mentre il Programma di Recupero Urbano si estende
all’intera Unità Urbana di San Giuseppe, che fa parte del
Quartiere Savonarola e che comprende una popolazione di circa 9.000
abitanti. Si tratta di una parte di città posta nelle immediate vicinanze
del Centro Storico, ma che si caratterizza per la grave carenza di servizi
e per il manifestarsi - in ragione anche dell’elevata presenza di
alloggi di proprietà di enti pubblici (Ater, Esu, Inpdap) - di accentuati
fenomeni di degrado edilizio ed ambientale, di disgregazione e
ghettizzazione sociale. Il coinvolgimento, sin dalla fase iniziale di
localizzazione e di impostazione del progetto, dei rappresentanti della
comunità locale e degli operatori dei più diversi settori della Pubblica
Amministrazione e della aziende pubbliche ha consentito la definizione
condivisa degli indirizzi fondamentali del Programma, ma anche
l’immediata attivazione di interventi coerenti con le strategie che si
stavano mettendo a punto.
Questa impostazione del lavoro, fondata sulla convinzione che il processo
di riqualificazione ambientale e sociale dovesse partire subito e che i
diversi progetti sarebbero comunque stati attuati (anche se con risorse
ridotte e con tempi necessariamente più lunghi) indipendentemente
dall’esito della richiesta di finanziamento trasmessa al Cer, si è
rivelata uno dei più importanti fattori di successo sia per assicurare
una attiva e costante partecipazione da parte degli stessi operatori
istituzionali e delle associazioni di volontariato, sia per acquisire
credibilità nei confronti dei cittadini del quartiere. Una impostazione
che d’altra parte si proponeva di far acquisire agli addetti ai lavori
ed ai residenti il concetto di sussidiarietà, ovvero la coscienza
dell’opportunità e della legittimità di richiedere un finanziamento
straordinario dello stato solo a fronte di un impegno diretto di tutta la
comunità locale per la riuscita del progetto: un progetto che si propone
innanzitutto di riscoprire, salvaguardare e valorizzare le risorse
ambientali e sociali del territorio.
Una capillare informazione ai cittadini è stata promossa con
l’organizzazione di assemblee pubbliche e con la pubblicazione di due
numeri speciali del Bollettino di Quartiere Padova Informa, mentre
già nella prima metà del 1998 si è dato vita - in alcuni locali di
Piazza Toselli appositamente ristrutturati dall’Ater - ad un Laboratorio
di Quartiere, che in breve tempo è divenuto un frequentato centro di
attività sociali, di informazione e di ascolto per i diversi progetti
inseriti nel Programma od anche per le proposte di volta in volta avanzate
dai comitati presenti nel quartiere o da singoli cittadini.
Di particolare rilevanza è poi stata, a conclusione di questa prima fase
di lavoro, l’organizzazione tra ottobre e novembre di un ciclo di cinque
incontri tematici, pensati come workshop di tecnici dei diversi
settori, associazioni e cittadini sugli aspetti più qualificanti e
caratterizzanti del Contratto di Quartiere: la riqualificazione
dell’edilizia pubblica e privata; il progetto di partecipazione e
promozione sociale; l’ecologia e la riconquista degli spazi urbani; il
progetto occupazione; gli indirizzi per una nuova normativa urbanistica.
Sempre in autunno, si sono organizzati tre incontri pubblici dedicati alla
bioarchitettura ed alla riqualificazione ecologica di giardini e spazi
aperti, di indirizzo per i privati intenzionati a partecipare
all’apposito bando emanato dal Settore Edilizia Privata per
l’assegnazione di contributi a fondo perduto (sino a copertura di metà
della spesa e sino a venti milioni per unità abitativa) di sostegno ad
interventi coerenti con le finalità generali del Programma di Recupero
Urbano: un’iniziativa che ha registrato una partecipazione superiore ad
ogni più ottimistica previsione.
Va sottolineato come la qualità ecologica del programma non va
solo ricercata nei singoli interventi previsti (cogenerazione elettrica e
teleriscaldamento urbano, potenziamento del sistema del verde, moderazione
del traffico e riduzione delle emissioni inquinanti, riqualificazione
degli spazi urbani e valorizzazione delle relazioni sociali, recupero
edilizio secondo i principi della bioarchitettura, avvio di processi di
cambiamento degli stessi comportamenti individuali), quanto soprattutto
nel tentativo di far interagire e coordinare le diverse azioni sia in fase
progettuale che in fase attuativa, con l’attivazione costante di
meccanismi di feedback. Non vi è dubbio infatti che le
problematiche dello sviluppo sostenibile, o meglio di una
riorganizzazione di tutte le attività umane secondo criteri di
eco-compatibilità ambientale e di salvaguardia del benessere psicofisico
delle persone, possono essere affrontate solo se si opera con una visione
integrata, considerando la città e le sue singole parti quali ecosistemi
complessi, nei quali - in analogia a quanto avviene per gli organismi
viventi - i cambiamenti interessanti ogni singola parte comportano
modificazioni, talvolta radicali, del funzionamento di tutto il sistema.
In fase di ricerca e di progettazione il quartiere è stato analizzato e
ripensato sotto diversi aspetti e da diverse angolazioni: da quelle più
tradizionali di tipo urbanistico ed edilizio o di carattere economico e
sociale, a quelle più propriamente connesse all’ecologia urbana (ciclo
dell’acqua e permeabilità dei suoli, consumi energetici, inquinamento
atmosferico e da rumore, spazi verdi ed alberati, biodiversità e corridoi
ecologici, ciclo delle materie prime e rifiuti solidi urbani, salute
umana). Nella fase attuale, conseguito il finanziamento richiesto al Cer e
divenuto operativo a tutti gli effetti il Programma di Recupero Urbano
delineato dal Contratto di Quartiere, diviene prioritario, da un lato,
formalizzare la costituzione di un vero e proprio Forum per
l’autogoverno e la sostenibilità urbana di sostegno
all’iniziativa, coadiuvato da un apposito Comitato Scientifico e da un sito
Web in corso di attivazione, e, per altro verso, individuare alcune
tematiche di maggior impatto attorno alle quali connettere e far
interagire tutti gli altri progetti settoriali.
Per quanto concerne la riqualificazione ambientale è ad esempio possibile
evidenziare l’importanza del progetto di moderazione del traffico e di
quello relativo al verde: in entrambi i casi infatti il Contratto di
Quartiere prevede la formazione di sistemi complessi, estesi a tutta
l’Unità Urbana, che viene individuata quale isola ambientale
dotata di un sufficiente grado di autonomia rispetto al contesto
cittadino.
L’istituzione di un’unica zona 30 interessante tutto il
quartiere (con conseguente trasformazione delle strade e delle piazze in
spazi a prevalente carattere residenziale) e la realizzazione di un
articolato ed organico sistema del verde (con forte integrazione di quello
pubblico con quello privato), pongono le premesse indispensabili per una
riprogettazione complessiva degli spazi e degli arredi urbani (dalla
pavimentazione di strade e marciapiedi all’illuminazione pubblica, dalla
segnaletica stradale e pubblicitaria alla localizzazione dei cassonetti
dei rifiuti), finalizzata alla formazione di un ambiente più sicuro e
vivibile soprattutto - ma non solo - per le persone anziane e per i
bambini. E d’altra parte quello della Città sostenibile delle
bambine e dei bambini è uno dei nuovi impegni di studio e di lavoro
che vorremmo affrontare nel prossimo futuro, sia sotto l’aspetto delle
necessarie modificazioni fisiche del sito (accessibilità, sicurezza,
diversificazione e vivibilità dei luoghi), che dal punto di vista
dell’educazione alla lettura delle risorse presenti nel proprio ambiente
ed alla partecipazione ai processi di trasformazione urbana.
Caratteristiche e problematiche dell’Unità Urbana San Giuseppe
L’area interessata dal Programma di Recupero Urbano
costituisce, da un punto di vista funzionale e morfologico, un’isola
ambientale, i cui confini sono nettamente definiti dalla ferrovia ad ovest
e dalla cinta bastionata cinquecentesca ad est, mentre a nord e a sud vi
sono due arterie di traffico intenso, la statale per Vicenza e la
provinciale per i Colli Euganei.
Pur localizzandosi immediatamente all’esterno del centro storico, il
quartiere è di formazione relativamente recente. Un consistente
incremento dell’attività edilizia si registra soprattutto tra le due
guerre, con alcuni significativi interventi di edilizia popolare e con una
minuta lottizzazione privata nelle aree più prossime alla città antica.
Nel secondo dopoguerra l’edificazione tende progressivamente a saturare
tutte le aree libere, senza un chiaro disegno di trasformazione urbana,
sia per iniziativa dei privati (piccoli condomìni e abitazioni
monofamiliari), sia ad opera di enti pubblici (Istituto Case Popolari,
Ministero del Tesoro, Ferrovie dello Stato, Esu). In questo fitto tessuto
di edilizia residenziale trovano inoltre spazio alcuni insediamenti
artigianali ed industriali, molti dei quali trasformatisi nel corso degli
anni in magazzini commerciali, una vasta zona militare ed alcune cliniche
private. Nel complesso l’Unità Urbana si connota per una forte
disomogeneità d’impianto e per un disordinato sovrapporsi di attività
e funzioni che rendono problematiche le relazioni sociali e la formazione
di una identità urbana.
Il degrado edilizio e il disagio sociale
Le numerose indagini effettuate nell’area hanno
messo in evidenza gli aspetti critici connessi all’elevata presenza di
popolazione anziana, in percentuale decisamente superiore a quella della
media cittadina, e per contro ridotta presenza percentuale dei giovani in
età minorile; la percentuale rilevante di famiglie costituite da persone
singole o in coppia, pari al 56 per cento del totale, superiore alla media
cittadina che si attesta sul 51 per cento. Il dato risulta fortemente
correlato a quello precedente, relativo all’alta incidenza della
popolazione anziana, e rende più gravi e complesse le problematiche
sociali connesse; l’elevata presenza di pensionati e casalinghe e
ridotta presenza di occupati, in percentuale decisamente maggiore rispetto
alla media cittadina; l’alta percentuale di alloggi in locazione ed
elevata presenza di abitazioni di proprietà pubblica. La grave carenza di
servizi rispetto agli standard urbani è tale da far ritenere quella della
zona in esame una delle situazioni in assoluto più critiche rispetto alle
altre unità urbane. Inesistenti i parcheggi ed il verde a scala urbana;
scarsa la dotazione di verde di quartiere, che non supera gli 1,5
mq/abitante, pur essendo stati ricompresi nel computo gli spazi
interstiziali alla residenza pubblica (la media a scala urbana è di 7,49
mq/ab.); l’assenza di un sistema di mobilità gerarchicamente
strutturato e presenza di flussi di traffico estraneo all’Unità Urbana,
con conseguenti rilevanti problematiche connesse alla sicurezza,
all’inquinamento ed alla vivibilità degli spazi pubblici e dei
percorsi; il diffuso degrado edilizio, particolarmente accentuato per gli
alloggi di proprietà pubblica, con negative conseguenze sia in termini di
salute dei residenti che di elevato spreco energetico; le iniziative
diffuse di sostituzione edilizia, che se da un lato minacciano la
sopravvivenza di significative testimonianze di beni architettonici
minori, per altro verso – in assenza di strumenti pianificatori e
normative adeguate – anziché migliorare l’immagine e
l’organizzazione funzionale del quartiere, tendono a renderle ancor più
caotiche e disomogenee.
Ai fini dell’impostazione del Programma di Recupero Urbano si sono
inoltre attentamente valutati altri due aspetti caratterizzanti la realtà
sociale del quartiere.
Il primo è quello relativo al problematico rapporto esistente tra gli
abitanti delle case popolari e la restante popolazione del quartiere. Un
insieme di fattori economici ed ambientali tende infatti a caratterizzare
negativamente gli assegnatari di alloggi pubblici isolandoli rispetto al
contesto. Oltre il 45 per cento dei residenti sono pensionati, mentre
circa il 20 per cento dei nuclei familiari ha un reddito di sola pensione
o vive di sussidi comunali. Un consistente numero di persone è inoltre
seguito dai servizi sociali comunali, oltre che sotto l’aspetto
economico anche per problemi connessi a varie forme di patologia
psichiatrica o a causa delle ridotte capacità di vita autonoma
(assistenza domiciliare, fornitura pasti, servizio di lavanderia, ecc.).
Molte famiglie con minori, di recente assegnazione, sono di fatto
costituite da nuclei monogenitoriali (ragazze madri, donne separate,
vedove), mentre sempre negli alloggi pubblici si concentra oltre il 34 per
cento dei disoccupati dell’Unità Urbana ed un elevato numero di persone
invalide. Il disagio economico delle famiglie risulta d’altra parte
decisamente aggravato dalle già ricordate precarie condizioni abitative,
determinate dal diffuso degrado degli stabili di proprietà pubblica.
Un secondo aspetto è quello relativo alle complesse relazioni esistenti
tra la popolazione studentesca ospitata nelle abitazioni dell’Esu ed il
quartiere nel suo complesso.
Il territorio come risorsa
Uno dei princìpi guida per l’elaborazione del
Contratto di Quartiere è stato quello di considerare il territorio quale
risorsa fondamentale su cui impostare ogni progetto di trasformazione e di
sviluppo sostenibile. Così non è stato nel passato, anche recente. I
meccanismi della pianificazione e della crescita urbana, infatti, quasi
sempre hanno considerato il territorio quale semplice spazio da occupare,
generando nel contempo un generalizzato spreco di risorse. La prima fase
di ogni programma di trasformazione urbana deve dunque consistere nella
riscoperta della identità di un territorio che possiede una propria sapienza
ambientale, che dev’essere conosciuta e valorizzata. Identità che
non può essere demandata agli specialisti, ma deve divenire coscienza
diffusa della comunità locale, per favorirne il processo di
autoidentificazione e di autodeterminazione.
Tra le risorse del territorio vanno in particolare individuati il sistema
delle acque e del verde, in quanto fattori determinanti per la formazione
di ambiti paesistici unitari, per la conservazione ed il miglioramento
della qualità dell’aria e delle condizioni microclimatiche e per
l’attenuazione dei molteplici effetti dell’inquinamento urbano; gli
spazi vuoti o dimenticati, così come le aree dismesse, che possono
divenire strumenti importanti per un recupero ambientale del territorio
urbanizzato, per ristabilire un diverso e più vitale rapporto tra uomo e
natura; i beni architettonici, anche minori, gli arredi e gli aspetti
della morfologia urbana (spazi pubblici, percorsi, lottizzazioni
unitarie), che costituiscono insostituibile testimonianza
dell’evoluzione storica del quartiere, conferendo allo stesso identità
rispetto al contesto cittadino; i sistemi di relazioni sociali,
l’imprenditorialità e la ricchezza culturale espressi dalla popolazione
locale, il benessere e la qualità della vita degli individui che debbono
essere indagati e valorizzati con la stessa attenzione posta per lo studio
delle condizioni ambientali.
Nell’ambito delle diverse indagini svolte dal Servizio Ambiente del
Settore Pianificazione Urbanistica e Ambiente è stato possibile
ricostruire un quadro aggiornato delle principali problematiche
riguardanti l’Unità Urbana, principalmente legate all’inquinamento
dell’aria ed agli elevati livelli di rumorosità, derivanti dai forti
flussi veicolari.
Fra le risorse ambientali, se pure in condizioni di degrado, risulta di
particolare importanza, per quanto concerne l’Unità Urbana oggetto del
nostro intervento, il corso d’acqua di Fossa Bastioni, che tramite opere
di risezionamento e bonifica registra oggi una drastica riduzione delle
immissioni inquinanti. Il Programma evidenzia la possibilità di
attivazione di un progetto di fitodepurazione dell’asta fluviale
compresa tra piazzale Savonarola e piazzale S. Giovanni.
Le mappe termiche redatte nell’ambito del Piano Energetico Comunale
hanno permesso di localizzare nell’Unità Urbana S. Giuseppe le utenze
potenzialmente allacciabili ad un sistema di teleriscaldamento, promosso
dall’Azienda Padova Servizi, il cui progetto di fattibilità e un
esempio di mappa termica sono descritti nel capitolo Scelte e contenuti
progettuali.
Il recupero edilizio del Quartiere Caduti della Resistenza
I progetti di recupero e sperimentazione edilizia
riguardano in questa fase solo due complessi residenziali dell’Ater e
dell’Esu.
La centralità, rispetto all’unità urbana, dei principali complessi di
edilizia residenziale pubblica, la qualità architettonica dei fabbricati
e la presenza, al loro interno, di una significativa quantità di spazi
verdi e di spazi scoperti, rendono peraltro plausibile l’ipotesi che il
loro recupero strutturale e tipologico possa decisamente contribuire ad
avviare un più generalizzato processo di riqualificazione funzionale e
d’immagine di tutto il contesto urbano.
L’intervento di recupero del Quartiere Caduti della Resistenza si attua
attraverso l’adeguamento agli standard edilizi ed impiantistici delle
abitazioni e degli stabili nel loro complesso pur mantenendo le
fondamentali caratteristiche morfologiche e tipologiche
dell’insediamento, a cui giustamente la Soprintendenza ai Beni
Architettonici ed Ambientali attribuisce un rilevante ruolo di
testimonianza storica ed architettonica. E’ prevista una articolata
differenziazione tipologica degli alloggi, tale da consentire il
reinserimento – a lavori ultimati – del maggior numero di famiglie
attualmente residenti (costituite in prevalenza da persone anziane sole o
in coppia), ma tale anche da favorire nel tempo l’integrazione con nuovi
nuclei familiari di età più giovane. Alcuni speciali alloggi protetti
verranno affidati alla gestione diretta del Centro Servizi Territoriali
del Comune per l'integrazione assistita di soggetti deboli nella vita del
quartiere.
L’intervento comprende la realizzazione di spazi destinati a servizi
civici di quartiere in piazza Toselli e lungo via Dottesio, tra i quali un
Laboratorio di Quartiere, che continuerà l’attività già
avviata di informazione e di promozione della partecipazione dei residenti
ai progetti di riqualificazione urbana; la realizzazione di unità
immobiliari destinate ad attività commerciali e a laboratori e botteghe
artigiane, che oltre a favorire l’avvio assistito di attività
imprenditoriali (incubatoi d’impresa) consentiranno di
riqualificare l’ambiente urbano e di vivacizzarne le relazioni sociali (città
dei mestieri); La sperimentazione di diversi aspetti relativi alla
qualità ecosistemica degli alloggi e degli organismi abitativi,
concernenti in particolare il risparmio delle risorse (ciclo dell’acqua
e utilizzazione razionale dell’energia), la qualità dell’aria
(utilizzazione rigorosa di materiali e prodotti edilizi rispondenti ai
princìpi della bioarchitettura, e impianti di ventilazione meccanica
igroregolabile), il comfort acustico ed il sistema di raccolta e
smaltimento dei rifiuti solidi urbani consente la definizione, in
relazione ai programmi di sperimentazione indicati, di precisi criteri e
metodologie di verifica e monitoraggio dei risultati attesi, nonché di
verifica dell’efficacia delle normative esistenti e di indirizzo per
l’eventuale integrazione delle stesse.
E’ inoltre prevista la completa risistemazione delle pavimentazioni, del
verde e dell’arredo urbano interessanti piazza Toselli e via Toselli.
Detti interventi d’ordine urbanistico e infrastrutturale, connessi al
previsto insediamento di nuove attività artigianali ai piani terra dei
fabbricati prospicienti, costituiscono la premessa per la formazione di
una nuova centralità urbana e per conferire ai luoghi un’immagine
accattivante di quartiere francese, in cui sia possibile ricercare
antichi mestieri o laboratori e negozi altamente specializzati.
Gli interventi programmati per la Casa dello Studente
Per il progetto di recupero della Casa dello
Studente di proprietà dell’Esu, pur essendo l’intervento
prevalentemente (ma non esclusivamente) orientato alla manutenzione
straordinaria ed alla messa a norma degli impianti, si sono seguiti
obiettivi di fondo e criteri metodologici analoghi a quelli utilizzati per
le case Ater. Anche in questo caso si è innanzitutto puntato
all’introduzione di alcune innovazioni tipologiche e funzionali atte a
rompere l’isolamento rispetto al contesto sociale e urbano. In accordo
con l’Ente proprietario si è così stabilito di ristrutturare i locali
al piano ammezzato del primo fabbricato (quello più vicino a via Monte
Cengio), al fine di consentirne l’utilizzo per attività di interesse
generale (Internet caffè, Centro di documentazione sulle culture
extraeuropee, emeroteca) aperte a tutta la popolazione del quartiere.
Nuove aule di studio per gli studenti verranno ricavate al piano terra del
secondo fabbricato, nei locali ex-spogliatoio attualmente inutilizzati,
mentre nel seminterrato della prima palazzina – ove venga realizzato il
previsto impianto di teleriscaldamento urbano – potranno essere ricavati
una palestra ed una sala polivalente con annessi servizi.
Il vero e proprio programma di sperimentazione edilizia sarà centrato
sugli aspetti del risparmio energetico e comfort termico e della riduzione
dei rifiuti solidi urbani (vedi la scheda).
Progetto occupazione
Gli interventi edilizi ed infrastrutturali previsti e
finanziati dal Contratto di Quartiere (recupero edilizio delle case
pubbliche, cogenerazione e teleriscaldamento, incremento e
riqualificazione del verde e degli spazi urbani, recupero edilizio diffuso
ad opera dei privati con contributo incentivante dell’Amministrazione
Comunale) comporteranno indubbiamente importanti e positive ricadute
occupazionali. Ma il Contratto di Quartiere contempla anche azioni ed
interventi specificamente finalizzati a favorire l’avviamento al lavoro
e l’occupazione, soprattutto dei giovani.
Tra le iniziative già avviate vi sono, ad esempio, l’istituzione presso
il Laboratorio di Quartiere di piazza Toselli di uno Sportello
Cerco-Offro gestito da Progetto Giovani e di uno Sportello di
Orientamento curato dall’Enaip di Padova.
In quest’ambito si colloca anche la richiesta di istituire presso il
Laboratorio di Quartiere un cantiere scuola per la trasmissione ai
giovani delle esperienze professionali di lavoratori anziani o pensionati
specializzati in antichi mestieri e per l’attivazione, nell’ambito del
quartiere, di veri e propri interventi di recupero di beni architettonici
e ambientali da effettuarsi quale esercitazione didattica e tirocinio per
gli iscritti ai corsi professionali (con la collaborazione del Centro
professionale edile e dell’Inbar).
Un ulteriore elemento portante del Progetto occupazione è costituito
dalla previsione di realizzare, nell’ambito del programma di recupero
degli alloggi Ater, numerose unità immobiliari destinate a servizi
civici, a laboratori e botteghe artigiane e ad attività
commerciali qualificate.
L’ente “Associazione Progetto” ha programmato un apposito corso di
formazione professionale di 380 ore per Gestori di attività artigiane
e commerciali, per il cui finanziamento è stato richiesto il
contributo della Comunità Europea (Fondo Sociale Europeo 1999). Sempre in
tema di occupazione, “Progetto Impresa” del Comune di Padova ha allo
studio la costituzione di un punto di animazione e aggregazione (Internet
caffè) nel quale sia possibile richiedere informazioni, attraverso le
tecnologie multimediali, sulle tendenze del mercato, le opportunità e le
offerte di lavoro, e di un punto di assistenza per la formazione di nuove cooperative
di servizio (manutenzioni urbane, animazione, assistenza domiciliare
agli anziani, baby sitting, piccole riparazioni e manutenzioni
domestiche).
Progetto ecologia urbana
Sia gli interventi sul patrimonio edilizio esistente
che quelli di riqualificazione funzionale ed ambientale del quartiere nel
suo complesso si inquadrano in un organico e coerente progetto di
sostenibilità urbana e riconversione ecologica del territorio, fondato su
specifici programmi d’azione pubblica e – nel contempo – su campagne
di sensibilizzazione della popolazione per la graduale trasformazione
degli stessi comportamenti individuali.
Fra i criteri progettuali figura la rigenerazione dei processi naturali
compatibili con l’ambiente urbano, attraverso la ripermeabilizzazione
dei suoli, la conservazione e lo sviluppo di habitat differenziati (biodiversità),
il potenziamento degli spazi verdi e la loro riorganizzazione in un
sistema organico connesso alle infrastrutture ecologiche urbane ed
extraurbane di maggiori dimensioni ed importanza (parchi, aree boscate,
percorsi fluviali, aree agricole). Da non sottovalutare in questo contesto
anche l’incentivazione alla pratica dell’orticoltura urbana (ed in
particolare di quella che utilizza metodologie e prodotti non inquinanti),
che in una qualche misura può contribuire alla riduzione delle
importazioni di prodotti alimentari e al riciclaggio in loco della
componente organica dei rifiuti solidi urbani (compostaggio).
Le risorse pubbliche e private dovranno essere concentrate nelle attività
di riqualificazione ambientale e recupero edilizio per evitare ogni
ulteriore consumo di suolo. Per le aree dismesse di maggiori dimensioni,
già utilizzate a fini industriali o commerciali, andranno invece previsti
precisi limiti alla ricostruzione delle volumetrie preesistenti e definiti
specifici criteri di bonifica e trasformazione su basi ecologiche.
A questo fine, oltre che per le ragioni già esposte, è fondamentale lo
sviluppo di processi partecipativi, perchè la partecipazione dei
cittadini e la concertazione tra le parti sociali sono uno dei più
efficaci strumenti di conoscenza dei diversi fattori che intervengono nel
funzionamento di un sistema complesso e di correzione – in corso lavori
– dei programmi attivati in relazione al possibile manifestarsi di
effetti contrastanti con i risultati attesi. La formazione di comunità
responsabilizzate nella gestione di strutture, spazi e servizi e nel
contempo aperte al confronto democratico, all’innovazione e
all’integrazione di soggetti diversi (per cultura, provenienza e
reddito) costituisce quindi una risorsa fondamentale per un generalizzato
miglioramento della qualità del vivere quotidiano.
SCHEDA
COMUNE
Padova
LOCALITÀ
Quartiere Savonarola
MOTTO
Contratto di Quartiere Savonarola: Partecipazione ed ecologia urbana
GRUPPO DI PROGETTAZIONE
Settore Edilizia Residenziale del Comune di Padova, in collaborazione
con Ater di Padova, Esu, Consiglio di Quartiere e Azienda Padova Servizi:
Sergio Lironi (responsabile), Lorenzo Ranzato, Valerio Tridenti, Meri
Scarso
OPERATORI PUBBLICI
Comune di Padova: Settore urbanistica, verde pubblico, ambiente,
infrastrutture, mobilità, servizi sociali
Consiglio di Quartiere
Ater di Padova
Esu
Università: Facoltà di agraria, Labsla, Facoltà di Architettura,
Dipartimento di sociologia
Amag (ora Azienda Padova Servizi): illuminazione pubblica,
teleriscaldamento e cogenerazione elettrica
Acap: trasporto pubblico
Amniup (ora Azienda Padova Servizi): raccolta differenziata
Enea
Scuole
PRIVATI
Associazioni di volontariato
Associazioni ambientaliste
Associazione genitori
Sindacati inquilini
Privati proprietari
INTERVENTI RIQUALIFICAZIONE FISICO-FUNZIONALE
Recupero residenziale: recupero e sperimentazione edilizia
nell’ambito degli alloggi pubblici (Quartiere Caduti della Resistenza di
piazza Toselli) e degli stabili della Casa dello Studente di via Monte
Cengio, con applicazione dei principî della bioarchitettura
Dotazione di servizi: interventi di ecologia urbana in senso lato,
comprendenti i programmi inerenti il ciclo dell’acqua, il sistema del
verde pubblico e privato, i cicli dell’energia (cogenerazione e
teleriscaldamento urbano, illuminazione pubblica, smaltimento dei rifiuti
solidi urbani, mobilità e quindi riduzione dei fattori di inquinamento)
INCREMENTO OCCUPAZIONE
attività imprenditoriali: definizione e avvio di progetti
specifici finalizzati allo sviluppo e alla riqualificazione delle attività
occupazionali
INTERVENTI SUL SOCIALE
attivazione di un reale processo partecipativo per la definizione
delle finalità e degli obiettivi strategici del Contratto, nonché di
sostegno a tutte le fasi della progettazione esecutiva e della
realizzazione degli interventi e delle opere programmate
INVESTIMENTI
Finanziamento contratto di quartiere lire 20.000.000.000
Altri fondi pubblici: Ater di Padova, Comune di Padova, Amag (ora Azienda
Padova Servizi)
Totale investimenti: lire 45.000.000.000
INTERVENTI SPERIMENTALI
Qualità ecosistemica
Risparmio energetico e comfort termico. Per quanto concerne gli
impianti termici è previsto l’allacciamento al nuovo sistema di
teleriscaldamento urbano progettato dall’Amag, che già in partenza
consente un elevato risparmio energetico ed una riduzione delle emissioni
inquinanti nell’atmosfera (gas climalteranti). Un’ulteriore riduzione
dei consumi dovrebbe essere consentita dall’installazione di apparecchi
innovativi di trattamento ad impulsi elettrici dell’acqua, in grado di
garantire un equilibrio naturale nel rapporto CO2 e calcare
presente nell’acqua senza aggiunta di sostanze chimiche e rigeneranti.
Con tale metodo, pur non eliminando totalmente il calcare dall’acqua, ne
vengono neutralizzati gli effetti negativi (incrostazioni delle tubazioni
con conseguente maggior consumo energetico).
Per quanto riguarda la coibentazione dell’involucro edilizio, verranno
preliminarmente effettuate misure di temperatura delle superfici interne,
saggi e campionamenti per la rilevazione di eventuali ponti termici, nonché
termografie a raggi infrarossi. In linea di massima, e fatti salvi
eventuali interventi puntuali, è comunque prevista la conferma delle
attuali strutture di tamponamento, mentre – per incrementare la
coibentazione – i fori finestra verranno ridotti nei minimi consentiti e
verranno installati nuovi speciali serramenti in alluminio caratterizzati
da elevate proprietà di isolamento termico ed acustico e con incorporate
tendine regolabili per l’oscuramento dei locali o la graduazione
dell’effetto illuminante;
Per la verifica ed il monitoraggio dei risultati, finalizzati
all’eventuale integrazione della normativa tecnica, è prevista la
raccolta di serie storiche di dati relativi ai consumi energetici, con
particolare riferimento a quelli afferenti al costruendo sistema di
teleriscaldamento, e la correlazione dei dati raccolti con le condizioni
climatiche e con le volumetrie degli edifici;
Rifiuti solidi urbani. Per ridurre l’entità dei rifiuti solidi
urbani conferiti al tradizionale sistema di raccolta e smaltimento, si è
prevista la sperimentazione, in collaborazione con l’azienda
municipalizzata Amniup (ora Azienda Padova Servizi), del sistema FUS
20, basato essenzialmente sulla evacuazione della parte organica dei
rifiuti domestici attraverso la rete fognaria, previa triturazione con
apposito apparecchio posto sotto al lavello.
Il monitoraggio dei risultati attesi (semplificazione del processo di
raccolta e smaltimento, possibilità di realizzare processi di
gassificazione e compostaggio) coinvolge le seguenti aree d’indagine:
composizione e quantità del rifiuto urbano prodotto nelle aree ove è
stata installata ed è in uso l’apparecchiatura; modalità d’uso della
macchina; composizione delle acque reflue fognarie surnatanti i fanghi di
risulta dalle abitazioni ove è in uso l’apparecchiatura; composizione
dei fanghi di risulta della separazione dai reflui fognari prodotti nelle
abitazioni ove è in uso l’apparecchiatura.
Ciclo dell’acqua e verde in ambiente urbano. Nella definizione
del progetto ci siamo proposti quale obiettivo generale quello di studiare
le problematiche riguardanti il ciclo dell’acqua e del verde in ambiente
urbano a partire dall’analisi storica delle trasformazioni
idromorfologiche avvenute.
Le linee guida – un vero e proprio abaco utilizzabile sia per gli spazi
pubblici che per quelli privati – sulla corretta progettazione del ciclo
dell’acqua propongono: alcune suggestioni di progetto per la
riqualificazione di aree verdi, cortili interni, piazze e marciapiedi; lo
studio sulla fattibilità di un progetto di risanamento delle acque (biofitodepurazione),
la rivalorizzazione ambientale lungo il canale collettore di Fossa
Bastioni ed infine lo studio del ciclo dell’acqua nella serra
bioclimatica dell’insediamento dell’Ater.
Illustrazioni
Padova, il Quartiere Savonarola
L’Unità urbana San Giuseppe
L’intervento sperimentale proposto dal Comune di Padova riguarda un
complesso residenziale di circa 200 alloggi (il Quartiere Caduti della
Resistenza) realizzato negli anni Venti dall’Istituto Case Popolari e la
vicina Casa dello Studente di via Monte Cengio, mentre il Programma di
Recupero Urbano si estende all’intera Unità Urbana di San Giuseppe,
che fa parte del Quartiere Savonarola e che comprende una popolazione di
circa 9.000 abitanti. Si tratta di una parte di città posta nelle
immediate vicinanze del Centro Storico, ma che si caratterizza per la
grave carenza di servizi e per il manifestarsi - in ragione anche
dell’elevata presenza di alloggi di proprietà di enti pubblici (Ater,
Esu, Inpdap) - di accentuati fenomeni di degrado edilizio ed ambientale,
di disgregazione e ghettizzazione sociale.
1. Foto aerea della zona di
intervento
2. Localizzazione
dei principali complessi di edilizia residenziale pubblica all’interno
dell’Unità Urbana di San Giuseppe
3. Le case
popolari di Piazza Toselli
Il recupero edilizio del Quartiere Caduti della
Resistenza
L’intervento di recupero del Quartiere Caduti della Resistenza si
attua attraverso l’adeguamento agli standard edilizi ed impiantistici
delle abitazioni e degli stabili nel loro complesso pur mantenendo le
fondamentali caratteristiche morfologiche e tipologiche
dell’insediamento. L’intervento comprende la realizzazione di spazi
destinati a servizi civici di quartiere in piazza Toselli e lungo via
Dottesio, tra i quali un Laboratorio di Quartiere; la realizzazione di
unità immobiliari destinate ad attività commerciali e a laboratori e
botteghe artigiane; la costruzione di un parcheggio auto interrato, da
attrezzare superiormente in parte a verde, in parte a corte interna, su
cui far affacciare anche il retro di negozi e botteghe artigiane; la
realizzazione, ai piani terra di alcuni fabbricati, di locali condominiali
(deposito cicli e moto, cantine, stenditoi, sale riunioni) e di alcuni
locali destinati ad attività di assistenza agli anziani che si prevede
vengano gestite dai Servizi Sociali del Comune o in convenzione con
l'Istituto Riposo Anziani; la valorizzazione del verde e delle corti
interne quali luoghi di incontro e di vita sociale per i residenti. In
quest’ambito si colloca anche la sperimentazione bioclimatica connessa
alla trasformazione di una delle corti residenziali in giardino
d’inverno, ottenibile mediante una copertura vetrata apribile e
regolabile nelle diverse stagioni.
4. Le
corti degli edifici di edilizia residenziale pubblica
5. Planivolumetrico
del Piano di Recupero di iniziativa pubblica del Quartiere Caduti della
Resistenza, a cura del Settore Edilizia residenziale (Sergio
Lironi, Daniele Lotto, Lorenzo Ranzato e Valerio Tridenti)
6. Primi
studi per la realizzazione di un giardino d'inverno nella corte centrale
del Quartiere Caduti della Resistenza (consulente prof. Marco Sala e
Camilla Manganelli)
Piazza Toselli
E’ prevista la completa risistemazione delle pavimentazioni, del
verde e dell’arredo urbano interessanti piazza Toselli e via Toselli, al
fine di trasformarli in spazi urbani di vita e relazione sociale,
consentendone una limitatissima accessibilità veicolare per esclusive
ragioni di servizio ai negozi e alle residenze. Detti interventi
d’ordine urbanistico e infrastrutturale, connessi al previsto
insediamento di nuove attività artigianali ai piani terra dei fabbricati
prospicienti, costituiscono la premessa per la formazione di una nuova
centralità urbana e per conferire ai luoghi un’immagine accattivante di
quartiere francese, in cui sia possibile ricercare antichi mestieri
o laboratori e negozi altamente specializzati.
7. Ipotesi
progettuale di sistemazione di Piazza Toselli.
La partecipazione
Il Contratto di Quartiere si è avviato grazie al
coinvolgimento fin dalle fasi preliminari di tutti gli attori del processo
di trasformazione urbana. Oltre ai vari settori del Comune,
l’interlocutore principale è stato il Consiglio di Quartiere, che ha
promosso, in data 21 marzo 1998, una Assemblea Pubblica di
presentazione del Contratto, momento importante di informazione e di
discussione con i cittadini residenti nel quartiere, preceduta dalla
capillare diffusione di un numero speciale del Bollettino Padova
Informa, interamente dedicato all’illustrazione dei contenuti
essenziali del Programma.
Altri interlocutori privilegiati del Contratto di Quartiere sono stati sin
dall’inizio l’Ater (Azienda Territoriale per
l’Edilizia Residenziale), l’Esu (Ente Regionale per il Diritto
allo Studio Universitario), in quanto enti proprietari di un consistente
patrimonio edilizio che necessita di urgenti interventi di recupero e
l’Azienda Padova Servizi (già Amag e Amniup), in quanto coinvolta nella
sperimentazione di tecnologie tese a ridurre l’impatto ambientale del
riscaldamento, dei rifiuti urbani e delle atre attività connesse
all’abitare.
8. Grafo
dei progetti principali del Contratto di Quartiere e degli organismi
pubblici e privati che vi partecipano
Ciclo dell’acqua e verde in ambiente urbano
Il progetto si pone l’obiettivo di studiare le
problematiche riguardanti il ciclo dell’acqua e del verde in ambiente
urbano a partire dall’analisi storica delle trasformazioni
idromorfologiche avvenute.
Le linee guida – un vero e proprio abaco utilizzabile sia per gli spazi
pubblici che per quelli privati – sulla corretta progettazione del ciclo
dell’acqua propongono: alcune suggestioni di progetto per la
riqualificazione di aree verdi, cortili interni, piazze e marciapiedi; lo
studio sulla fattibilità di un progetto di risanamento delle acque (biofitodepurazione),
la rivalorizzazione ambientale lungo il canale collettore di Fossa
Bastioni ed infine lo studio del ciclo dell’acqua nella serra
bioclimatica dell’insediamento dell’Ater.
Gli obiettivi specifici hanno privilegiato lo studio
dell’impermeabilizzazione dei suoli nelle aree pubbliche e private;
l’analisi della rete d’adduzione idrica e fognaria; la circolazione
delle acque superficiali in modo tale da poter ricostruire il reale
funzionamento del ciclo dell’acqua a livello del quartiere. Altro
obiettivo è stato quello di studiare la fattibilità di alcuni interventi
di rinaturazione sui corsi d’acqua e fossati in genere, per ripristinare
tutte le funzioni ecologiche, riportandoli quindi ad uno stato vicino alle
condizioni naturali.
9. Analisi
della permeabilità dei
suoli. L’analisi è stata
elaborata nell’ambito dello stage realizzato con il Diploma in sistemi
Informativi territoriali dell’Università di Architettura di Venezia, a
cura di Lorenzo Ranzato, Luca Cemin e Valerio Rella. In marrone scuro le
aree a bassa permeabilità, in verde (dal più scuro al più chiaro) le
zone a media, buona, alta permeabilità.
10. Riqualificazione
dell'area verde e fitorisanamento dell'acqua nel canale di Fossa Bastioni. Ricerca svolta da Erich R. Trevisiol e Stefano Parancola,
con Tiziana Adamo e Andrea Canali)
Natura in città: progetti di integrazione del
verde pubblico e privato
L’obiettivo del progetto è di realizzare,
nell’ambito di un più generale programma di sviluppo delle aree verdi a
scala urbana, un sistema di verde pubblico, privo di soluzioni di
continuità, che dovrà necessariamente integrarsi con interventi di
riqualificazione e valorizzazione del verde privato.
La prevalente tipologia del verde pubblico dell’area considerata
consiste in vie alberate con specie a foglia caduca quali il platano, i
tigli, la robinia, il mirabolano porporino, ecc. Solo in alcuni casi sono
presenti anche specie sempreverdi, come in via Palestro (leccio), via
delle Melette (ligustro lucido), piazzale San Giuseppe (pino domestico).
Tutto il patrimonio arboreo è stato inventariato, con acquisizione dei
principali dati dendrologici e dello stato fitosanitario delle singole
piante. Nel complesso si tratta di piantagioni effettuate negli anni
sessanta, in assenza di specifici criteri tecnicoprogettuali quali la
scelta della specie in base allo spazio disponibile, la predisposizione di
un idoneo sito di impianto, l’approvvigionamento di materiale vivaistico
selezionato, ecc.
11. Indagine
sul verde pubblico realizzata dal Settore del Verde, coordinata
da Gianpaolo Barbariol
Progetto di centrale cogenerativa e rete di
teleriscaldamento
Secondo l’indagine svolta – su commissione del
Comune di Padova – dall’Istituto di Ricerche Ambiente Italia in
preparazione del Piano Energetico Comunale, larga parte dell’area nord
dell’ambito urbano considerato (nella quale si localizzano le case Ater
ed Esu, le case del Ministero del Tesoro – servite da un impianto
centralizzato – ed altri complessi destinati ad attività di servizio ed
artigianali) è ricompresa tra i settori urbani a più elevata intensità
di consumo energetico (maggiore di 80 Mcal/mq per anno) e quindi
prioritariamente allacciabili ad un sistema di teleriscaldamento urbano.
Non solo: anche la diffusa presenza di proprietà pubbliche (le residenze
già ricordate, le scuole, la caserma dei carabinieri) costituisce un
fattore estremamente importante per conferire concretezza e fattibilità
all’ipotesi del teleriscaldamento, in quanto garantisce già a priori un
elevato numero di utenze immediatamente allacciabili. Secondo il progetto
di fattibilità, commissionato dall’Azienda Padova Servizi, l’energia
elettrica coprodotta dall’impianto centralizzato potrà abbondantemente
coprire i fabbisogni energetici connessi alla rete dell’illuminazione
pubblica di quartiere, la cui gestione è curata dalla stessa azienda
municipalizzata.
12.
Il progetto preliminare
della rete Amag di teleriscaldamento
Il Contratto di Quartiere
Il programma pur essendo suscettibile di modifiche ed
integrazioni incorso d’opera tende a definire un disegno ed
un’immagine unitaria del quartiere, a cui dovranno far riferimento tutti
i progetti di settore. Nel piano, oltre agli interventi già programmati e
finanziati dal Contratto di Quartiere per il prossimo triennio, sono
contenute alcune suggestioni progettuali proiettate in un arco temporale
di più ampio respiro, che si sono ritenute essenziali per avviare un
dibattito sulle scelte strategiche di trasformazione urbana.
13. Piano
Guida per il coordinamento
dei diversi interventi proposti dal Programma di Recupero Urbano
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