Roma, 4 ottobre 1999
PARERE
E' assodato principio generale che le sedute degli Organi collegiali, anche di natura
pubblica, siano aperte al pubblico solo ove espresse disposizioni di legge ciò
dispongano.
Si concorda pertanto sul fatto che le sedute dei Consigli di Amministrazione degli
II.AA.CC.PP. non debbano tenersi in forma pubblica, salvo che particolari circostanze non
inducano a fornire del tutto eccezionali di riunioni compartecipate da rappresentanti di
componenti sociali o dal pubblico in generale.
Ciò per l'evidente esigenza di garantire, nei limiti del possibile, l'assenza di
condizionamenti nella condotta dei vari amministratori che, come tali, non legati da alcun
vincolo di rappresentanza, debbono ricercare esclusivamente di perseguire gIi interessi
dell'Ente, nell'ovvio rispetto della normativa.
Le disposizioni relative al diritto d'accesso, contenute principalmente nella Legge 241/90
(Capo V), garantiscono poi a chiunque, è vero, di poter conoscere il contenuto dei
documenti amministrativi, ma solo qualora vi abbia "interesse per la tutela di
situazioni giuridicamente rilevanti "
In relazione al secondo quesito, la questione delle metodiche di verbalizzazione delle
sedute dei vari consessi si ripresenta con una certa frequenza da vari anni, da quando
cioè esistono delle strumentazioni meccaniche (ed ora elettroniche) in grado di
registrare integralmente tutto quanto venga espresso in seduta e permetterne la successiva
riproduzione cartacea (o telematica). E' indubbio che tale sistema è il più idoneo ad
evitare possibili questioni in merito alla correttezza o meno delle verbalizzazioni (anche
se, in alcuni casi, contestazioni risultano essere state sollevate, seppur capziosamente).
Certo è che, a fronte di detti vantaggi, dovrebbero essere considerate anche le
argomentazioni "a contrario", come l'indubbio maggior gravame economico del
metodo ed un venir meno di quelle possibilità di intelligente riservatezza che solo la
mano discreta di un Segretario, responsabile della verbalizzazione, può offrire e che
forse possono permettere rapporti interni meno formali. In conclusione, si ritiene che non
esista una metodologia ideale ma solo delle soluzioni che possono prestarsi meglio o
peggio di altre alle varie situazioni ed alla realtà esistenti all'interno dei vari
consessi.
Solo sulla base di chiare individuate esigenze dei singoli Enti si potrebbe valutare se
sia preferibile una verbalizzazione personalizzata e "di fiducia", vecchio
stile, od una registrazione completa con le moderne tecnologie.
RIFERIMENTI NORMATIVI:
- Legge 241/90.