RELAZIONE PROGRAMMATICA AL BILANCIO DI PREVISIONE

ESERCIZIO 1998

 

Colleghi Consiglieri,

è trascorso un anno dall’insediamento del nuovo Consiglio di Amministrazione.

E’ stato un periodo nel corso del quale intensa è stata l’attività di programmazione e di gestione che ha visto impegnati sia l’organismo politico – istituzionale che quello gestionale, tecnico ed amministrativo – contabile.

La realizzazione o, comunque, l’avvio a soluzione di gran parte delle previsioni contenute nel bilancio preventivo per il 1997, ci consentono di proseguire, anche per il 1998 nell’opera di rafforzamento del ruolo e della presenza qualificata del nostro Istituto sul versante della politica dell’edilizia pubblica a Rieti città e sugli altri Comuni della Provincia.

Certamente rimangono ancora alcune difficoltà che dovremo sforzarci di superare se, si vuole, come è l’obiettivo primario del Consiglio di Amministrazione, fornire con la tempestività, correttezza, efficienza ed efficacia possibile il miglior servizio all’utenza.

La prima di tali difficoltà è senza dubbio legata alla purtroppo ancora mancata approvazione della pianta organica del personale.

Malgrado, infatti, le continue sollecitazioni nei confronti della Regione Lazio, ancora non si è riusciti ad ottenere l’approvazione dello strumento essenziale per rafforzare la struttura dell’Istituto.

La mancata presa di coscienza da parte regionale della assoluta necessità di sbloccare una situazione che rischia di divenire sempre più insostenibile, rappresenta un elemento estremamente negativo e determina, a questo punto, l’apertura di una vera e propria "vertenza" politica nei confronti dell’organismo regionale.

Appare, infatti, incomprensibile l’atteggiamento della Regione, soprattutto di fronte alla dimostrata rispondenza della nostra pianta organica, presentata circa un anno fa, alle indicazioni legislative che disciplinano la materia ed anche alle valutazioni generali che sul problema hanno espresso le strutture tecniche dell’Assessorato all’Urbanistica.

Nel corso dei prossimi giorni, perciò, cercheremo con maggiore insistenza di interessare, se necessario anche attraverso iniziative consiliari, i vertici dell’organismo regionale per sbloccare il problema in questione.

Comunque, nell’impossibilità di attivare la nuova pianta organica, si è cercato di ovviare alle più impellenti necessità ricorrendo all’utilizzazione di alcune figure professionali esterne di valore, che, mediante un rapporto di lavoro a convenzione, hanno consentito e consentiranno certamente di colmare le principali lacune soprattutto nel campo della struttura contabile.

In tale delicatissima attività dell’Istituto la presenza del Rag. Dalla Libera ha determinato una positiva e puntuale gestione ordinaria con un coinvolgimento efficiente e razionale del personale addetto, peraltro, tutto ciò ha consentito di liberare lo studio di consulenza Privitera di compiti di pura gestione per esplicare, invece, la propria attività nel particolare campo della ricognizione delle poste di bilancio del passato, specificatamente nel settore della cosiddetta gestione speciale e del collegamento finanziario e contabile fra struttura amministrativa e quella dell’ufficio tecnico.

Il fattivo lavoro svolto è facilmente riscontrabile nei dati dei bilanci che si sottopongono all’esame del Consiglio di Amministrazione.

Finalmente si è in grado di poter contare su documenti contabili in grandissima parte affidabili, sui quali basare con una certa tranquillità, il lavoro di programmazione dei prossimi mesi.

Il rapporto di collaborazione instaurato da pochi mesi con l’Ingegner Capparella ha consentito, sull’altro importante versante della struttura tecnica, di avviare un’opera di coordinamento operativo, in vista soprattutto degli interventi edilizi finanziati recentemente dalla Regione ed il cui sblocco concreto si avrà nel corso del prossimo anno.

L’apertura di altre 20 nuovi cantieri a Rieti e in provincia, il mantenimento dell’attività già di per sé assai consistente nel settore delle costruzioni e soprattutto nelle manutenzioni, il ricorso alle strutture nell’Ufficio per l’opera di progettazione degli interventi di recupero urbano, anche se molti progetti verranno affidati a professionisti esterni scelti sulla base di un bando pubblico, rendono ancora più valida la presenza di uno o più collaboratori al fianco del Coordinatore Generale Ingegner Persio, sul quale, dopo il pensionamento del precedente Coordinatore, sono piombate anche le responsabilità di materia amministrativa, rese ancora più pesanti dall’entrata in vigore di numerose leggi di sistemazione nel settore dell’inquilinato, quali, quelle dei nuovi canoni e delle morosità.

Sempre nel campo delle risorse umane, il 1998 ci consentirà finalmente di concludere il concorso per la copertura di un posto di 8° livello nel settore Ragioneria.

Terminata la fase di presentazione delle domande, conseguenti alla riapertura del precedente bando di concorso, errato nella forma e nella sostanza, e nominata la Commissione esaminatrice, si è in grado di prevedere che entro la primavera del prossimo anno sarà possibile avere in servizio un altro funzionario di 8° livello che ci auguriamo dia gli stessi ottimi risultati che ha saputo fornire la dottoressa Fusco nello strategico settore dell’inquilinato.

Il prossimo anno vedrà anche e finalmente risolto il problema dei dipendenti che da molto tempo godono di mansioni superiori in condizioni di precarietà legislativa; così come, sempre a partire dal gennaio 1998, sarà possibile attuare l’ufficio pubbliche relazioni con il pubblico, che, insieme all’attuazione delle norme sulla trasparenza di cui alla Legge 241 ed alla Legge Bassanini, rappresenta strumenti importanti per assicurare un continuo miglioramento nei rapporti con gli utenti e con le organizzazioni sindacali del settore.

Altre iniziative, già previste nel bilancio di previsione del 1997 ed in gran parte avviate quest’anno, dovranno trovare la loro definitiva soluzione nel corso del 1998.

Intendo riferirmi, in particolare, a quattro problemi fondamentali per l’attività dell’Istituto: i canoni, la morosità, la mobilità, le vendite.

 

LEGGE REG.LE N. 25/"97 - DETERMINAZIONE NUOVI CANONI

La nuova L.R. 25/’97 ha previsto nuovi meccanismi di determinazione dei canoni di locazione fissando retroattivamente l’entrata in vigore del nuovo regime dall’1.1.96; il C.d.A. ne ha deliberato l’applicazione dall’1.1.98.

Nel corso del ’97 è stato effettuato dall’ufficio Inquilinato l’accertamento reddituale dell’anagrafe all’utenza tramite la lettura dei documenti reddituali del ’95 presentati nel ’96 di circa tremila inquilini.

E’ da tenere presente che a tutt’oggi vengono versati canoni determinati sulla base dei redditi del ’93 presentati nel ’94.

Pertanto, circa ottanta inquilini nel corso dell’anno, avendone il diritto ai sensi di legge, hanno richiesto ed ottenuto una revisione del canone tramite un’immediata applicazione del canone determinato sui redditi ’95.

Sono state, inoltre, avanzate numerosissime richieste degli assegnatari per la revisione dei canoni per gli anni ’96 e ’97, giustificate dalla mancata determinazione dei canoni sui redditi ’95 nell’anno in corso, ma che verranno automaticamente sanate dal previsto conguaglio della R.L. 25/’97 non appena la Regione avrà inviato la circolare applicativa in merito (presumibilmente entro il secondo quadrimestre ’98).

Sono state, inoltre, presentate alcune richieste di revisione straordinaria del canone per anni pregressi conteggiato nel massimo importo a causa di mancata presentazione dei documenti reddituali; effettuate le dovute istruttorie, sono rimaste da evadere ad oggi sono otto richieste di inquilini comunque morosi, da trattare in sede di sanatoria morosità.

Erano state, inoltre, presentate circa trecento documentazioni reddituali incomplete ed attualmente ne rimangono meno di cinquanta a seguito di indagini ed accertamenti mirati svolti dall’ufficio; analogamente, di trecento mancate presentazioni reddituali ne residuano attualmente 121 di assegnatari che verranno, secondo la L.R. 25/’97, collocati nella fascia reddituale di decadenza.

Sono stati nel corso dell’anno inserite nel patrimonio e nell’anagrafe dell’utenza i dati relativi a n. 11 assegnazioni in Torricella Sabina, n. 32 in Campoloniano, n. 24 in via Carlo Sforza, n. 18 in via Vaiano e circa n. 15 in alloggi già sfitti.

Entro il mese di dicembre verranno regolarizzate le posizioni dei 15 nuovi inquilini di Fara Sabina, dentro il prossimo Febbraio i 108 di Campoloniano e i 14 nuovi inquilini, aventi diritto ex bando ’93, ai quali sono state consegnate case sfitte.

Il consistente e prezioso lavoro, svolto dall’intero settore dell’inquilinato, egregiamente diretto dalla dottoressa Fusco, oltre a sistemare dopo anni di caos, in modo trasparente e corretto la gestione di tale essenziale campo di attività dell’Istituto, permetterà nel corso del 1998 un aumentato gettito dei canoni come si evince dai dati numerici del bilancio di previsione.

 

MOROSITÀ’

L’entrata in vigore della L.R. 36/’96, di "sanatoria delle morosità pregresse degli inquilini per canoni ed oneri accessori, ha provocato nel ’97 la sospensione dell’attività di recupero della morosità in quanto ha previsto come obbligatoria la forma di recupero legiferata che tuttavia, di fatto, non è stata immediatamente applicabile per la indeterminatezza delle varie norme.

L’ultima necessaria circolare interpretativa ed applicativa della Regione, facente seguito a numerosi incontri, è, infatti, stata emanata nel mese di giugno ed il programma informatico consequenzialmente commissionato per il ricalcolo delle morosità pregresse secondo la forma di estinzione agevolata prevista, è stato perfezionato e reso disponibile soltanto nel mese di ottobre scorso.

Nel corso dell’anno si è, tuttavia, comunque, provveduto, ad ogni occasione utile fornita dalle diverse operazioni amministrative effettuate (cambi e scambi alloggio, revisioni del canone, rimborsi per spese sostituzioni caldaie) al recupero delle morosità pregresse riscontrate, salvo ricalcolo in applicazione della L.R. 36/’96.

Dal mese di Gennaio ’98 sarà possibile applicare la nuova legge di condono per la quale sono già state effettuate le necessarie operazioni preliminari ed organizzate sia l’impostazione generale che l’attività da svolgere.

Risultano interessati dal condono n. 629 inquilini morosi per importi sotto i 2 milioni, n. 56 per importi compresi tra 2 e 4 milioni, n. 90 per importi superiori, portatori di morosità "storiche".

Circa un terzo degli assegnatari della prima fascia ed una decina delle altre fasce hanno regolarizzato nel corso dell’anno la propria posizione contabile, mentre si sono aggravati alcuni casi di morosità dovuti, essenzialmente, al mancato versamento di canoni nell'aspettativa dell'applicazione dei nuovi importi che si attendevano dalla lettura dei redditi presentati lo scorso anno (e che verranno applicati dall'01/98 secondo la L.R. 25/’97).

Le morosità più gravi sono state contestate a tempo debito, mentre le morosità consolidate risultano già contestate giudizialmente anche se con inadeguati solleciti; alcune di queste sono state successivamente interrotte per intervenute transazioni (nella maggior parte dei casi non rispettate), altre in corso di esecuzione perché difficilmente eseguibili per impedimenti normativamente riconosciuti, altre sospese di recente in attesa di ridefinizione del dovuto secondo la legge di sanatoria nel frattempo intervenuta.

Data l’attuale situazione, appare più vantaggioso ed economico lasciare interrotte le esecuzioni già sospese (che andrebbero riproposte ex novo) e tentare la transazione secondo la L. 36/’96, trattando al contempo morosità non più sanabili (res iudicata), spese giudiziali da recuperare integralmente, morosità sanabili e morosità maturate successivamente alla emanazione della legge, riservandosi di rinnovare l’esecuzione solo in caso di mancata adesione dell’assegnatario.

Una modalità di recupero alternativa è stata promossa, tramite una transazione recentemente sottoscritta, nei confronti dei proprietari dello stabile di via G. Matteotti, 47, debitori da anni di quote da versare per manutenzione straordinaria effettuata dall’Istituto nell’8, e per quote da versare per spese generali di amministrazione e di ordinaria manutenzione. Sono stati già recuperati circa 30 milioni e si potrà provvedere al recupero integrale del dovuto non appena il C.d.A. delibererà in merito al finanziamento dell’autogestione costituita dal Condominio.

Come si vede anche nel campo assai delicato della morosità, intenso è stato il lavoro svolto dall’ufficio nel 1997, tendente, soprattutto, alla conoscenza dettagliata del fenomeno, operando una ricognizione delle varie partite in sospeso per poter avviare in modo decisivo il necessario recupero nel corso del 1998.

Il C.d.A. ritiene prioritario tale recupero, non solo per aumentare le entrate nel bilancio dell’Istituto, ma anche e soprattutto per fare chiarezza e pulizia in un settore non seguito con la dovuta attenzione nel passato e che, obiettivamente , ha consentito a molti "furbi" di non rispettare le poco chiare disposizioni legislative.

Il recupero delle morosità, così come la verifica a tappeto delle condizioni di sussistenza dei requisiti di assegnazione agli alloggi (peraltro iniziata da qualche mese e che ha determinato già l’emanazione di numerosi procedimenti di decadenza) saranno certamente tra gli obiettivi prioritari dell’azione dell’Istituto.

 

MOBILITA’

Non avendo il nostro Istituto promosso il programma di mobilità secondo le previsioni della L.R. 33/’87, nel corso dell’anno 1997 sono state effettuate soltanto alcune operazioni di cambio alloggio o scambio consensuale, con istruttoria effettuata dall’Ufficio Inquilinato e successiva approvazione del C.d.A.

Gli scambi consensuali richiesti (7-8, tutti nel Comune di Rieti), sono stati concessi in quanto ammissibili e non contrastanti con alcuna previsione normativa.

Le operazioni di cambio sono state, invece, promosse di comune accordo con il Comune di Rieti precedentemente all’assegnazione dei nuovi alloggi agli aventi diritto partecipanti al bando ’93, al fine di favorire il reperimento di alloggi di piccole dimensioni.

Nel rispetto di tale esigenza sono stati effettuati 10 cambi alloggi secondo l’istruttoria effettuata dall’ufficio Segreteria e seguendo altri criteri oggettivi nella scelta degli aspiranti come la presenza di sovraffollamento, necessità derivanti da invalidità o situazioni di handicap, anzianità nella presentazione della domanda.

Altri tre cambi sono stati concessi nello stesso periodo dal C.d.A. a quanti, già assegnatari provvisori ed aventi diritto nella graduatoria del bando ’93, avevano presentato richiesta di cambio alloggio; un altro cambio è stato successivamente approvato dal C.d.A. riprendendo in considerazione una domanda inizialmente accantonata e riformulata ad integrazione della prima.

Tra domande già inoltrate all’Istituto e non prese in considerazione nel corso di queste operazioni, proposte respinte dagli assegnatari nella medesima occasione, altre richieste pervenute successivamente, sono state in totale presentate e rimangono ad oggi inevase, circa 30 richieste di cambio per il Comune di Rieti e 10 per la provincia. Sono state numerose anche se le richieste di cambio presentate verbalmente agli uffici nel corso dell’anno.

Ai fini dell’attuazione del programma di mobilità è possibile prevedere un alto numero di domande di partecipazione al bando oltre le necessarie operazioni di cambio da promuovere d’ufficio per la mobilità degli inquilini in sottoaffollamento presenti in numero significativo nell’anagrafe dell’utenza.

Questo quadro di esigenze comporta necessariamente che l’Istituto si doti del previsto programma di mobilità, al fine, appunto, di garantire a tutti gli assegnatari, la possibilità, nella chiarezza delle norme, di poter utilizzare tale importante strumento di riequilibrio dei fenomeni di sotto o sovra utilizzazione del patrimonio pubblico.

Entro la primavera del 1998 sarà, perciò cura dell’Istituto emanare il bando in questione per la cui attuazione, oltre al prevedibile sforzo lavorativo,è necessario prepararsi a rispettare alcuni obblighi di legge:-

 

PIANO DI VENDITA DEGLI ALLOGGI

Come è noto al C.d.A. l’Istituto, in base a precedenti deliberazioni risalenti al 1994 ed alle conseguenti approvazioni regionali, ha deciso di articolare il piano generale di vendite degli alloggi in sei stralci annuali (a partire dal 1996) che prevedono la vendita di circa 260 alloggi per ciascun esercizio.

In attuazione delle direttive fissate dal precedente Consiglio di Amministrazione è stato predisposto un progetto speciale che prevedeva l’esecuzione di tutte le prestazioni tecniche ed amministrative, nonché tutte le attività istruttorie necessarie alla stipula degli atti di vendita.

Il progetto speciale in questione con lo svolgimento di numerosissime prestazioni di verifiche tecnico – amministrative, è stato affidato a sei gruppi di personale dipendente impegnato a realizzarlo al di fuori del normale orario di lavoro e con un compenso a parte.

Nel 1997 si è cercato di attivare concretamente tale programma e, sia pure a fatica, si è pervenuto ad alcuni risultati che hanno consentito di completare la parte tecnica e catastale per n. 235 alloggi e di pervenire alla notifica di offerte di vendita per 80 alloggi.

Resta, perciò, da definire, in relazione alle previsioni del piano del biennio 1996-97, la definizione della parte tecnico-catastale ed amministrativa dei residui 308 alloggi che si ritiene potrà essere completata entro il 31 marzo 1998.

Terminate tali operazioni di definizione ulteriore delle pratiche in questione, è prevedibile che, entro il 1998, possono pervenire alla vendita circa 350 appartamenti, il cui ricavato, come è previsto dalla legge, servirà da un lato ad incrementare il patrimonio di edilizia residenziale pubblica e dall’altro, se necessario, a ripianare eventuali deficit di bilancio.

 

Colleghi Consiglieri,

i dati della presente relazione credo non lascino dubbi circa lo sforzo notevole compiuto in quest’anno per razionalizzare il rapporto con l’inquilinato e per avviare a regime settori essenziali per la gestione corretta e trasparente del patrimonio immobiliare.

I risultati positivi già raggiunti e quelli che si spera saranno conseguiti nel 1998, si sono resi possibili anche per la presenza costante del Consiglio di Amministrazione che ha seguito con grande attenzione, l’attività quotidiana della struttura operativa alla quale compete, comunque, la gestione delle scelte di indirizzo e programmazione fissate dal Consiglio di Amministrazione stesso nelle periodiche riunioni dell’organo politico-istituzionale.

L’indispensabile raccordo fra programmazione e gestione credo sia stato l’elemento forse essenziale per consentire un graduale, anche se faticoso, soprattutto per incancrenite situazioni del passato, aumento degli indici di produttività, aumento resosi possibile , considerato peraltro ed obiettivamente l’indubbia carenza numerica del personale in servizio, anche mediante un accresciuto impegno di gran parte della struttura operativa dell’Istituto, alla quale va espresso il dovuto apprezzamento.

In questo quadro, un particolare apprezzamento, va espresso per lo sforzo compiuto dalla Commissione assegnazione alloggi, con l’ausilio determinante della segretaria signora Paris, per portare a conclusione l’attività di assegnazione degli alloggi già realizzati e da assegnare sulla base della graduatoria del 1993 e per concludere in tempi celeri l’iter procedurale per la pubblicazione della recente graduatoria del 1996.

E’ questo un altro sforzo di trasparenza e funzionalità che il nuovo C.d.A. ha voluto conseguire, permettendo di far coincidere i tempi di validità della graduatoria di assegnazione con le esigenze di programmazione abitativa, eliminando errori del passato per il cui superamento è noto lo sforzo compiuto dell’attuale Consiglio di Amministrazione in fase dell’assegnazione degli alloggi verificatesi nel 1997.

E’ stata proprio la tempestiva attuazione della graduatoria in vigore che ha consentito di assegnare nel corso di quest’anno tutti gli alloggi disponibili, con uno sforzo organizzativo notevole che ha visto impegnati positivamente sia le strutture tecnico – amministrative dell’Istituto che quelle decisionali, in riferimento, in particolare, al superamento delle difficoltà incontrate con alcune imprese di costruzione, in particolare con l’impresa Vitale per i 108 alloggi di Campoloniano.

Tutti questi impegni congiunti hanno consentito di consegnare a Rieti oltre 200 alloggi, a Torricella 13 alloggi, a Fara Sabina 14 alloggi.

Nel 1998 verranno consegnati altri 128 alloggi di cui 56 a Rieti, 10 a Poggio Catino, 12 a P. Moiano, 24 a Leonessa, 12 a Fiamignano, 6 a Antrodoco, 5 a Casaprota e 3 a Concerciano.

Uno sforzo consistente che, anche se nella fase della progettazione e direzione dei lavori ha visto presenze esterne all’Istituto, peraltro non sempre all’altezza dei loro compiti, ha comunque, coinvolto in modo continuo il personale dell’ufficio tecnico addetto alla sorveglianza ed al controllo, al quale va dato atto della attività svolta pur in mezzo a comprensibili difficoltà.

Il prossimo anno vedrà, peraltro, l’apertura di nuovi cantieri a seguito dei già deliberati finanziamenti di edilizia residenziale pubblica del quadriennio 1992 – 1995.

Il programma degli interventi è assai qualificato e vede, accanto alla realizzazione di 48 alloggi di nuova costruzione, ( ad Antrodoco, Greccio, Stimigliano e Fara Sabina per 12 alloggi in ciascun Comune) interventi di recupero urbano in particolare a Rieti e Contigliano.

Di particolare rilevanza appare , in tale quadro, l’intervento per la realizzazione della Comunità alloggi per anziani da realizzare con la fondazione CARIRI di Rieti nell’ambito di un programma integrato già deliberato dal Comune di Rieti.

Per questa pratica ci siamo già attivati presso la Regione Lazio per la prevista conferenza di programma, in modo che sia possibile accelerare tutti i tempi burocratici per pervenire alla cantierazione dei lavori entro i termini previsti dalle vigenti norme legislative.

Assai qualificati saranno, altresì, gli altri interventi di recupero in via delle Stelle, via della Verdura, via del Foro, via Severi (se, si risolverà, il rapporto con la proprietà).

Tutti interventi che costituiscono un elemento di grande qualificazione per l’Istituto, che, oltre a rappresentare un decisivo volano per la ripresa dell’attività edilizia, serviranno a dare risposta ad esigenze abitative per particolari categorie di persone, quali studenti, anziani, giovani coppie, dipendenti pubblici.

Né meno importante sarà l’intervento dell’I.A.C.P. nel delicatissimo settore della manutenzione del patrimonio immobiliare.

La conclusione positiva della vertenza Vitale per l’appalto di manutenzione del quartiere di Micioccoli, i consistenti finanziamenti nel settore, già deliberati dalla Regione Lazio, il mantenimento dei finanziamenti previsti nel nostro bilancio di previsione, il presumibile incremento che si renderà possibile con una più incisiva politica dei canoni, delle morosità e delle vendite, l’avvio concreto e non più rinviabile di forme di autogestione, sono tutti fattori che consentiranno una risposta sempre più adeguata alle esigenze legittime dell’utenza e consentiranno di rendere meno difficile il compito, già di per se stesso ingrato, degli addetti ai lavori ai quali non può non andare il dovuto apprezzamento per l’opera svolta con tempestività ed efficacia nel sostenere le quotidiane "pressioni" degli assegnatari.

Va detto che, nel campo della manutenzione, occorre, comunque, studiare per il futuro, forme di monitoraggio che consentano interventi programmati periodici ed occorre soprattutto, una più attenta "gestione" dei nuovi cantieri con la presa in consegna degli alloggi in modo più puntuale e controllato che non per il passato.

 

Colleghi Consiglieri,

le relazioni tecnico amministrative allegate ai bilanci illustrano compiutamente le risultanze contabili e ad esse, perciò, va fatto riferimento per l’individuazione dei criteri e dei vincoli nell’impostazione dei bilanci stessi.

Anche da tali previsioni appare con tutta evidenza che abbiamo avviato un periodo di importante e qualificata attività di programmazione e di gestione con grandi investimenti produttivi.

Il 9 dicembre 1997, come è noto, sono trascorsi 60 anni dalla fondazione dell’I.A.C.P. di Rieti.

Nel corso di questo lungo periodo di tempo l’attività di costruzione e di gestione da parte dell’Istituto di un vastissimo patrimonio di edilizia pubblica si è andata sempre più consolidando.

Attualmente, con la consegna degli ultimi alloggi realizzati e con quelli di prossima costruzione il patrimonio immobiliare di case popolari a Rieti e Provincia supera ampiamente i 3000 alloggi interessanti oltre 12 mila abitanti.

Credo sia quanto mai utile ricordare nella maniera adeguata tale ricorrenza; ritengo opportuno, a tal fine, l’organizzazione per gli inizi del 1998, di un qualificato Convegno da tenersi a Rieti, nel corso del quale sia possibile fare il punto della situazione abitativa in Italia e nel nostro territorio, apportando argomenti di forte rilievo politico e sociale.

A detto convegno dovremo assicurarci la presenza di esponenti del Governo Nazionale e Regionale, dei parlamentari locali, di esperti nel settore abitativo privato e pubblico, di rappresentanti del mondo sociale e produttivo.

Il Convegno dovrà rappresentare un importante occasione di confronto di esperienze sul ruolo dell’edilizia pubblica e sulle opportunità concrete di sviluppo che gli investimenti che saranno attuati dall’IACP di Rieti nel 1998 determineranno in un momento di grave crisi occupazionale ed imprenditoriale in un settore, quale quello edilizio in generale e della casa in particolare, che ha bisogno di un rapido ed incisivo rilancio.

 

Colleghi Consiglieri,

a poco più di un anno dal nostro insediamento credo che la mole del lavoro già svolto e gli obiettivi che ci proponiamo di raggiungere nel 1998, siano testimonianza di un impegno costante, sia pure nelle obiettive difficoltà in cui ci siamo trovati ad operare, che ha, comunque, contribuito a rilanciare l’immagine dell’IACP tra gli utenti e nell’opinione pubblica, come è emerso, peraltro, anche attraverso l’interessamento costante sui problemi dell’Istituto da parte della stampa scritta e parlata, che ringraziano per la loro attenzione.

A tale proposito ritengo doveroso ricordare lo sforzo compiuto dall’IACP di Rieti per qualificare la propria presenza anche fuori dei confini provinciali con la partecipazione attiva ai Convegni nazionali di Oristano, Viterbo e Venezia e con la presenza recente al Convegno internazionale a Parigi sulla politica degli anziani, nel corso del quale l’architetto Lauretti ha presentato, con grande professionalità e riscuotendo un ottimo successo, l’intervento di recupero di S. Agnese.

Del lavoro svolto in questione sento il bisogno di ringraziare l’intera struttura operativa, a partire dal coordinatore generale, Ingegner Persio e i colleghi del C.d.A., il collegio sindacale, che si è mostrato di grandissimo ausilio, oltre che nell’azione di doveroso controllo, anche nella fase della normale gestione contabile e finanziaria e le organizzazioni sindacali degli inquilini per il loro fattivo contributo di stimolo e di doverosi legittimo controllo.

Il mio auspicio, nel proporre all’approvazione del Consiglio, sia del bilancio di assestamento del 1997 che quello di previsione del 1998, che tra l’altro, chiudono in lieve avanzo, fatto largamente positivo di fronte ai pesanti deficit degli altri Istituti, è che il 1998, dopo la fase di "sistemazione" operata quest’anno, rappresenti un anno decisivo per il consolidamento del ruolo che l’IACP è chiamato a svolgere in uno dei settori essenziali dello stato sociale, qual è, quello della casa.

 

IL PRESIDENTE
Prof. Ettore Saletti