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Il Festival dell’Architettura di Parma nasce dalla tradizione organizzativa e di ricerca che dal 1987 promuove attività di confronto a livello internazionale sui temi della progettazione architettonica e urbana nelle città di Parma e di Reggio Emilia, tradizione che trova infine una sede d’elezione nell’ambito della neo-nata Facoltà di Architettura di Parma, con varie iniziative in cui si intrecciano le esigenze di esplorazione e confronto a quelle di una pratica di divulgazione dei contenuti e dei valori dell’architettura. Le tematiche affrontate, e in particolare la loro applicazione sperimentale attraverso l’utilizzo di contesti reali, nella fattispecie la città di Parma e il sistema insediativo emiliano, hanno altresì consentito un coinvolgimento più vasto, al di fuori della realtà scientifica e della ricerca, che ha interessato istituzioni pubbliche e private, associazioni professionali e produttive, enti di ricerca e formazione. Da questo complesso di attività, risorse umane, percorsi sperimentali, anche nei modi e nelle forme di organizzazione del confronto e della divulgazione dei suoi esiti, è sembrato naturale che scaturisse la formula del Festival, come la più congeniale ed efficace a recepire l’evoluzione di una tradizione di attività culturali capaci di incidere positivamente nell’incremento del dibattito generale sull’architettura e della conoscenza della stessa da parte di un sempre più allargato e consapevole ambito di interlocutori. Giunto alla seconda edizione, il Festival dell’Architettura – che si svolgerà a Parma dal 19 al 25 settembre 2005 - risponde all’esigenza di creare un luogo dove, rispetto alle pratiche convenzionali di promozione e comunicazione dell’architettura, si produca il confronto diretto tra interpreti dei temi ma soprattutto dei problemi della stessa. Il tema scelto per questa edizione è “Ricchezza e Povertà”. “Il titolo propone innanzitutto il suo significato letterale. Cosa fa l’architettura per la ricchezza? Cosa per la povertà? Quindi, di fatto, che contributo da al concreto della realtà? Volendo invece complicare un poco le cose, possiamo constatare che nella dimensione del globale, che ormai dipana ogni dove, sin nell’intimità più recondita del nostro locale, ciò che appare ricco spesso si rivela malinconicamente povero e ciò che appare povero magari scopriamo essere straordinariamente e gioiosamente ricco. Non è solo un malizioso gioco del ribaltamento fine a se stesso, è l’invito a guardare le cose con altri occhi” (Carlo Quintelli, Direttore del Festival). Nel quadro di questa edizione trovano dunque collocazione una serie di iniziative sul tema della “casa popolare”, cui federcasa ha dato la propria adesione ed a cui sono particolarmente invitati gli enti associati. Segnaliamo fra queste: 1. EsposizioniConcorso
Nazionale di Idee: La nuova casa popolare italiana - mostra dei
progetti selezionati e menzionati del concorso – Roma: "La casa
popolare nel '900 (servizio, strumento, utopia, innovazione).
Percorso attraverso l'architettura e l'urbanistica della città" – Aziende Casa
- quale edilizia popolare? Selezione di casi studio dai
contesti delle province italiane F. Albini e la
casa popolare. Il quartiere Rosta nuova a Reggio Emilia G. Canella e la casa popolare. Il quartiere IACP a Bollate - Luogo: in fase di definizione 2. SeminariConferenza-dibattito su residenza e
programmi complessi
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