LAVORI PUBBLICI Enti pubblici economici OGGETTO
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E’ stata approvata la nuova Direttiva europea che unifica le procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, forniture e servizi. Il documento normativo, molto complesso, non è ancora pubblicato e quindi non è ancora operativo nei confronti delle normative nazionali. Tuttavia riteniamo utile iniziare fin d’ora ad analizzare alcuni aspetti che non possono non influenzare l’interpretazione anche delle norme nazionali vigenti. Una prima osservazione riguarda proprio l’applicabilità dei principi delle norme europee agli appalti sottosoglia. Tali sono i principi della libera circolazione delle merci, della libertà di stabilimento e della libera prestazione dei servizi, nonché i principi che ne derivano, quali i principi di parità di trattamento, di non discriminazione, di riconoscimento reciproco, di proporzionalità e di trasparenza. Il ministero per le politiche comunitarie nella persona del suo responsabile, ministro Buttiglione, già con la circolare numero 8756 del 6 giugno 2002 aveva sottolineato questo concetto, individuando alcuni fondamentali principi in tema di normativa applicabile agli appalti pubblici "sottosoglia". Tali fondamentali principi di diritto primario dettati dal Trattato CEE a cui le amministrazioni devono adeguare il proprio operato sono ad esempio:
In quella sede veniva rivolto un invito da parte del dipartimento redattore della circolare a tutte le amministrazioni interessate a conformarsi alle ricordate prescrizioni in sede di stipulazione di contratti sottosoglia e gestione delle relative procedure selettive, segnalando come le inosservanze delle regole comunitarie sopra descritte potrebbero rendere lo Stato italiano destinatario di procedure di infrazione da parte dell'Unione europea ed imporre l'attivazione di consequenziali provvedimenti. Ora, questo stesso concetto è ribadito nel secondo "Considerando" della "Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa al coordinamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, di forniture e di servizi", approvata a Bruxelles il 9 dicembre 2003: "L’aggiudicazione degli appalti negli Stati membri per conto dello Stato, degli enti pubblici territoriali e di altri organismi di diritto pubblico è subordinata al rispetto dei principi del trattato ed in particolare ai principi della libera circolazione delle merci, della libertà di stabilimento e della libera prestazione dei servizi, nonché ai principi che ne derivano, quali i principi di parità di trattamento, di non discriminazione, di riconoscimento reciproco, di proporzionalità e di trasparenza. Tuttavia, per gli appalti pubblici con valore superiore ad una certa soglia è opportuno elaborare disposizioni di coordinamento comunitario delle procedure nazionali di aggiudicazione di tali appalti fondate su tali principi, in modo da garantirne gli effetti ed assicurare l’apertura degli appalti pubblici alla concorrenza. Di conseguenza, tali disposizioni di coordinamento dovrebbero essere interpretate conformemente alle norme e ai principi citati, nonché alle altre disposizioni del trattato". In pratica nella direttiva europea non si fa più distinzione fra appalti sopra o sotto soglia per quanto concerne l’applicazione dei principi etici. La distinzione riguarderà invece particolare attenzione alle procedure per gli appalti sopra soglia per i quali sono stabilite le norme di coordinamento procedurale della direttiva. Con i migliori saluti. Il Direttore Generale
Allegato: Testo integrale direttiva |