PROGRAMMAZIONE Enti pubblici economici OGGETTO
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Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del DM del 30 dicembre 2002, che contiene lo schema di bando cui devono ispirarsi le Regioni nel redigere il bando regionale, il riparto dei finanziamenti statali fra le Regioni oltre ad alcune modifiche al DM del 27 dicembre 2001, si avvia concretamente la procedura per l’indizione dei bandi regionali rivolti ai comuni che intendano presentare delle proposte di contratti di quartiere per questa seconda sessione. Il DM del 27 dicembre 2001, infatti, prevedeva che questa seconda edizione fosse gestita in collaborazione fra Stato e Regioni, sulla base di Bandi regionali ispirati a criteri definiti centralmente, pur con la possibilità di apportarvi alcune modifiche o di inserire delle precisazioni che consentissero di adattare meglio i programmi ai criteri della programmazione di ciascuna regione ed alle specificità locali.
Procedure Con il DM in oggetto, è fornito uno schema di bando che definisce le linee generali dei criteri di giudizio e le procedure da seguire da parte delle Regioni. Le Regioni dovranno:
Le domande dovranno essere presentate alla Regione entro centottanta giorni dalla data di pubblicazione del bando nella Gazzetta Ufficiale sul Bollettino Ufficiale Regionale. A decorrere dalla stipula del protocollo d'intesa il comune prescelto dispone di centottanta giorni per redigere ed approvare il progetto esecutivo, pena la decadenza dal finanziamento. Rimangono comunque valide le disposizioni del DM precedente in merito ai poteri sostitutivi dello Stato. Il DM 27 dicembre 2001, infatti, prevedeva che: "Qualora, entro sessanta giorni dalla pubblicazione del DM, le regioni non rendano nota, in termini formali, la loro adesione al programma di cui all’articolo 2, individuando e impegnando, in misura almeno pari all’importo del finanziamento statale, le risorse con cui intendono contribuire al programma stesso, la Direzione generale delle aree urbane e dell’edilizia residenziale provvede all’emanazione di un bando, di contenuto analogo a quello approvato con Decreto del Ministro dei lavori pubblici n. 238 in data 22 ottobre 1997, indirizzato ai comuni delle regioni non aderenti. La relativa dotazione finanziaria è conseguenza del coacervo delle risorse attribuite alle regioni con le quali non si è pervenuto all’emanazione di bandi regionali". E inoltre "Qualora le risorse attribuite ad ogni regione non vengano interamente utilizzate, per mancanza di proposte di intervento, ovvero le proposte presentate non vengano considerate finanziabili dalla Commissione, le conseguenti disponibilità residue sono destinate ad altri comuni positivamente valutati, con modalità che verranno stabilite con successivo decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti."
Finanziamento Il DM in oggetto modifica, a seguito della concertazione avvenuta con le Regioni, i meccanismo di finanziamento, riducendo al 35% la quota minima a carico della Regione, e precisando meglio le caratteristiche del finanziamento, che è in parte in conto capitale (Euro 572.618.000,00) ed in parte in limiti di impegno annuali per 15 anni (Euro 309.874.140,00). La quota a carico delle Regioni ammonta quindi a Euro 475.188.075,38, per un totale di finanziamento del programma (nel caso in cui tutte le Regioni aderiscano) pari a Euro 1.357.680.215,38.
Caratteristiche dei progetti e criteri di selezione Il programma sperimentale denominato Contratti di Quartiere II, "promuovendo la partecipazione degli abitanti alla definizione degli obiettivi, è finalizzato prioritariamente ad incrementare, anche con il supporto di investimenti privati, la dotazione infrastrutturale dei quartieri degradati di comuni e città a più forte disagio abitativo prevedendo, al contempo, misure ed interventi per favorire l’occupazione e l’integrazione sociale". I programmi sono finalizzati alla "riqualificazione edilizia, al miglioramento delle condizioni ambientali, all'adeguamento e sviluppo delle opere di urbanizzazione e delle dotazioni di servizi pubblici e privati, all'integrazione sociale ed all'incentivazione dell'offerta occupazionale nonché al recupero o ricostruzione dei manufatti colpiti da eventi sismici o pubbliche calamità". Per quanto attiene agli obiettivi ed ai temi di sperimentazione, nonché alle relative metodologie di controllo di qualità del progetto, gli stessi sono individuati nella citata "Guida ai programmi di sperimentazione" ovvero, se esistenti, in quella della regione. Gli interventi finanziabili sono i seguenti: a) interventi di edilizia residenziale agevolata, sovvenzionata nonché opere di risanamento delle parti comuni dei fabbricati; b) opere ed interventi di manutenzione, ammodernamento o realizzazione delle urbanizzazioni primarie e secondarie, di edificazione, completamento e integrazione di complessi urbanistici esistenti, arredo urbano; c) opere e progetti infrastrutturali ed interventi residenziali e non residenziali; d) opere e progetti infrastrutturali, strutture per servizi ed interventi residenziali e non residenziali finanziabili con risorse private per le quali vanno individuate idonee garanzie atte ad assicurarne la completa realizzazione; e) interventi per la realizzazione, nel periodo 2001-2005, di impianti solari termici per la produzione di calore a bassa temperatura negli alloggi di proprietà degli istituti autonomi per le case popolari, comunque denominati, finanziabili con risorse del Ministero dell'ambiente, ai sensi dell'accordo sottoscritto in data 29 maggio 2001. I criteri generali cui devono rispondere i programmi secondo il DM del 27 dicembre 2001 sono:
Valutazione Costituiscono elementi di attenzione nella valutazione:
I criteri di giudizio sono raggruppati secondo i seguenti capitoli, a ciascuno dei quali la giuria potrà attribuire un massimo di 15 punti: a) caratteri del comune b) caratteri dell'ambito di intervento c) caratteri del "Contratto di quartiere II" d) presenza ed entità di finanziamenti apportati da altri soggetti istituzionali e privati e) caratteri del progetto preliminare f) caratteri del programma di sperimentazione. "Costituisce condizione di particolare attenzione la presenza di risorse private che incrementano la e la dotazione finanziaria previsione di interventi residenziali anche di natura infrastrutturali che favoriscono l'inserimento, all'interno di insediamenti di edilizia pubblica, di diverse categorie sociali, nonché l'occupazione e l'integrazione sociale ovvero il recupero o la ricostruzione, anche previo acquisto da parte dei comuni interessati, dei manufatti colpiti da pubblica calamità."
Iniziative promozionali Il Ministero delle Infrastrutture ha gia indetto per il giorno 21 maggio una giornata di informazione, di cui abbiamo dato tempestiva notizia con la nostra circolare n. 80 ,del 30 aprile scorso. Federcasa provvederà a sostenere tutte le iniziative locali dei propri associati ed a programmare a breve le iniziative più appropriate per consentire ai propri associati di svolgere un ruolo attivo in questa fase, sia nei confronti delle Regioni, per la predisposizione del bando regionale, sia nei confronti dei Comuni, per la promozione di proposte da avanzare in partenariato. Con i migliori saluti. Il Direttore Generale
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