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Roma, 15 gennaio 2003
CIRCOLARE N. 3/2003

ATTIVITA' FEDERCASA

Enti pubblici economici
Enti pubblici non economici

OGGETTO
Edilizia Popolare n. 272. Indice della rivista

 

 

In occasione dell'Assemblea generale di Federcasa, tenutasi l’11 dicembre 2002, è stato presentato l’ultimo numero della rivista di cui riportiamo l'editoriale ed alleghiamo, come di consueto, l'indice.

Certe realtà urbane e territoriali del presente si palesano alla nostra comprensione con figure ibride ed eterogenee, dove alle strutture insediative tradizionali si sostituiscono altre e più incerte conformazioni, scarsamente decifrabili sul piano concettuale e su quello operativo. L’orizzontalità diffusa di periferie sconfinate e pervasive si alterna a concentrazioni dove è più intensa la densità abitativa e funzionale. Città e suburbio, campagna e periferia non sono più entità facilmente distinguibili e si diluiscono in maniera indeterminata l’una nell’altra senza alcuna soluzione di continuità, sebbene resti percepibile il salto di scala fra la città moderna e quella contemporanea. Quest’ultima, quando è dominata da uniformi distese di case e casette alla ricerca di una presunta riconciliazione con la natura è, di fatto, devastata da un indiscriminato consumo di suolo, mentre quando privilegia le grandi concentrazioni residenziali, soprattutto nell’edilizia pubblica, non di rado ha perpetrato ogni sorta di segregazione sociale e funzionale.

I processi insediativi in atto nel corso degli ultimi decenni hanno evidenziato un ampio spettro di problematiche, individuando alcune possibili risposte tese a risolvere, o quantomeno, ad attenuare i conflitti e i disagi più acuti, sia nel campo della programmazione sia in quello della progettazione. Il tema centrale della rivista propone una riflessione sulle nuove forme della densità e della dispersione, intese non nei termini riduttivi di una dicotomica opposizione quanto piuttosto esaminate in una logica dialettica ricca di potenzialità, nella quale il progetto di trasformazione dello spazio riveste un ruolo decisivo per qualità, significato ed impegno.

I molteplici aspetti delle complesse conformazioni che assume il territorio urbanizzato sono interpretati da Rosario Pavia e da Massimo Bruschi attraverso un’analisi critica dei vuoti della diffusione nei territori policentrici dell’Adriatico, il primo, e nel pieno della metropoli romana che rivela, quasi inaspettatamente, tutte le sue porosità, il secondo.

L’espansione della residenza ha spesso dato luogo ad insediamenti anonimi e sterminate periferie. In risposta a questo meccanismo l’architettura ha elaborato originali impianti morfologici e spaziali che negli anni Sessanta e Settanta si sono spesso connotati come dei veri orizzonti per nuove forme della città. Alcuni numeri della rivista hanno puntualmente registrato, nel tempo, i contenuti di una sperimentazione volta a prefigurare quartieri più vivibili ed in sintonia con le attese degli abitanti, privilegiando il modello delle case basse ad alta densità. A Carlo Melograni, che aveva curato il numero 157 del 1980 proprio su queste tematiche, abbiamo chiesto un bilancio sugli esiti prodotti da una ricerca progettuale che nel frattempo ha dato luogo a consistenti e significative realizzazioni.

Anche il quartiere progettato da Günter Behnisch si inserisce nel solco di questa prospettiva, privilegiando l’unità di vicinato come misura e qualità delle relazioni fra gli abitanti; egli lavora sul senso della casa come struttura permanente e densa di significato identitario cui cerca di agganciare le dinamiche trasformative di una società che ha visto radicalmente modificato il concetto e la dimensione della famiglia. L’edificio di Francis Soler, nella banlieue parigina, e quelli di Miquel Roa, nell’area metropolitana barcellonese, propongono, invece, un percorso diverso e rileggono sapientemente i modelli di una modernità ben consolidata che, attraverso l’uso di fabbricati multipiano, si prefigge una rinnovata coesione formale della periferia.

Le più recenti trasformazioni dell’abitare contemporaneo sono quindi illustrate dagli esiti dei sei concorsi Europan, che ben documentano le controverse vicende di questa iniziativa nel mettere in pratica, in Italia, le proposte innovative formulate dai giovani progettisti. Il numero si conclude con una singolare iniziativa dello Iacp di Roma che ha avviato una duplice sperimentazione sull’edilizia bioclimatica e i suoi usi applicativi in residenze destinate ad utenze deboli.

Con i migliori saluti.

Il Direttore Generale
Arch. Venanzio Gizzi

 

Allegati: indice della rivista

Indice

EDITORIALE

CITTA’ E TERRITORIO

Rosario Pavia

Il vuoto della diffusione
Abitare i territori policentrici delle Marche

Massimo Bruschi Densità della metropoli
Immagini della Roma contemporanea

ARCHITETTURA

Carlo Melograni Case unifamiliari sovrapposte
Un tipo edilizio che nel tempo conferma i suoi vantaggi
Aldo Benedetti Abitare la città contemporanea
Tre progetti sul tema della densità urbana
Aldo Benedetti Architettura di tessuto & identità abitative
Michele Amoroso Residenze in rue Paul Signac
Giovanna Donini Le residenze di Illa Walden

ATTUALITA’

Alberta Solarino

Europan evoluzione di un concorso

TECNOLOGIE E MATERIALI

Mario Costa

Ricerca e sperimentazione
Il modello dello IACP di Roma

Mauro Masi Cinquina bioarchitettura nell’edilizia pubblica

LIBRI E RIVISTE

Gianna Parisse

Lucio Altarelli, Architetture residuali

Matteo di Venosa La Babele della città diffusa
Alberta Solarino Spazio pubblico, luogo del possibile

Cordiali saluti, Enzo Venturi