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Roma, 1 giugno 2001
CIRCOLARE N. 83/2001

PERSONALE

Enti pubblici economici
Enti pubblici non economici

OGGETTO
Segnalazioni normative in materia di:

  • Tutela della maternità e della paternità (Dlgs. 26.3.2001, n. 151)
  • Lavoro dipendente nelle pubbliche amministrazioni (Dlgs. 30.3.2001, n. 165)
  • Comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni (DPCM 28.11.2000)

 

 

Si segnala l’avvenuta pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dei tre provvedimenti indicati in oggetto, di diversa natura e campo di applicazione ma comunque di grande interesse.

  1. Dlgs 26.3.2001 n. 151 (G.U. n. 96 del 26.4.2001)
  2. Trattasi di un "testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità", emanato ai sensi della delega conferita al Governo dall’art. 15 della L. 53/2000.

    Non introduce dunque nuove disposizioni, ma raccoglie ed ordina quelle esistenti (in particolare la L. 1204/71, le successive modificazioni ed integrazioni fino alla L. 53/2000, ma anche le varie disposizioni che vi sono richiamate) apportandovi le sole modifiche necessarie a garantire la coerenza logica e sistematica di un "testo unico".

    Costituisce quindi un importante elemento di chiarezza in una materia fattasi notevolmente complessa, che interessa ovviamente sia gli IACP tradizionali che quelli trasformati in enti pubblici economici.

  3. Dlgs 30.3.2000 n. 165 (S.O. n. 112 alla G.U. n. 106 del 9.5.2001)
  4. Trattasi di un Decreto legislativo contenente "Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche".

    Al pari del Dlgs 29/93 e di quelli successivi che lo hanno poi integrato e modificato, trae origine dalla delega al Governo in materia di pubblico impiego contenuta nell’art. 2 della L. 421/1992.

    Tuttavia, in questa occasione, il Governo non è intervenuto per dettare nuove disposizioni, ma per riordinare quelle esistenti.

    Trattasi dunque di un testo coordinato di cui, intervenuta la piena contrattualizzazione dei rapporti di lavoro nei diversi comparti del pubblico impiego, si avvertiva particolarmente la necessità.

    Ovviamente il provvedimento riguarda esclusivamente gli enti associati tuttora ricompresi nel campo di applicazione definito dall’art. 1 del Dlgs 165 (già art. 1 del Dlgs 29/93).

  5. DPCM 28.11.200 (G.U. n. 84 del 10.4.2001)

Il Decreto, "Codice di comportamento dei dipendente delle pubbliche amministrazioni", è stato emanato in attuazione dell'art. 58 bis del Dlgs 29/93 (ora art. 54 del Dlgs 165/2001).

Ai fini della sua applicazione sono pertanto da tener presenti le disposizioni da cui il Decreto trae origine che, tra l’altro, prevedono:

  • il recepimento del Codice nei futuri Contratti ed il coordinamento dei suoi contenuti con le norme disciplinari;
  • la "consegna" del Codice ai nuovi assunti (ma ovviamente anche ai "vecchi");
  • la "verifica" del Codice da parte delle singole amministrazioni, anche ai fini della eventuale adozione di un codice di comportamento specifico dell’ente;
  • la vigilanza della dirigenza sull’attuazione;
  • lo svolgimento di attività di formazione del personale per la conoscenza e la corretta applicazione del codice.

Per sua natura il Decreto riguarda soltanto il campo di applicazione del Dlgs 165/2001, ma è di tutta evidenza come i suoi contenuti costituiscano un riferimento di grande rilievo anche per gli enti associati che non ne fanno più parte.

Con i migliori saluti 

Il Direttore Generale
Venanzio Gizzi