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Roma, 12 aprile 1999 CIRCOLARE N. 59/1999 PROGRAMMAZIONE OGGETTO Deliberazioni CIPE 22 dicembre 1998, n. 152 e 153 Riparto fondi residui di edilizia residenziale pubblica fra le Regioni. |
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| La Gazzetta Ufficiale n. 76
del 1° aprile riporta le due delibere della fine dello scorso anno con cui vengono
ripartiti fra le Regioni i fondi residui destinati all'anagrafe degli alloggi di edilizia
residenziale (Deliberazione n. 152/98) e le maggiori entrate dei fondi ex Gescal 1995,
nonché le entrate del biennio 1996-98, non ancora ripartite (deliberazione n. 153). Le deliberazioni fanno seguito al trasferimento alle regioni delle funzioni relative all'edilizia residenziale e delle risorse finanziarie giacenti a livello centrale disciplinato dal Decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112. In particolare, la prima deliberazione, che titola "Legge 5 agosto 1978, n. 457, recante norme per l'edilizia residenziale pubblica: riparto fondi per l'anagrafe degli alloggi di edilizia residenziale", prende atto del sostanziale fallimento del progetto anagrafe e di tutti i provvedimenti attivati per rimuovere gli ostacoli alla sua realizzazione e provvede quindi a ripartire fra le Regioni tutti i fondi residui accantonati per tale progetto, sia quelli già destinati alle regioni che quelli riservati al Segretariato del CER. Con questo atto lo Stato centrale pare abdicare completamente alla sua funzione di regolatore del mercato dell'edilizia sociale, andando ben oltre quanto disposto dal D.lgs 112, che aveva comunque riservato al centro il compito di "acquisizione, raccolta, elaborazione, diffusione e valutazione dei dati sulla condizione abitativa" con l'istituzione dell'Osservatorio della condizione abitativa, cui verranno certamente a mancare le risorse ed i collegamenti istituzionali che il progetto anagrafe aveva tentato di instaurare. I fondi ripartiti con questa delibera ammontano in totale a 21.571.843.724 lire. La deliberazione n. 153, " Legge 17 febbraio 1992, n. 179, recante norme per l'edilizia residenziale pubblica: riparto fondi" riguarda invece la programmazione dei fondi relativi agli anni 1995 (maggiori entrate), 1996, 97 e 98, ad esclusione dell'importo di 1.800 miliardi destinati dalla legge 431/98 al fondo sociale. Configurata come una vera e propria chiusura dei conti fra il CER e le Regioni, la delibera prevede anche il recupero delle maggiori attribuzioni finanziarie accordate alle regioni meridionali con la delibera 28 giugno 1990, impugnata presso il TAR da alcune regioni, i cui ricorsi sono stati accolti nel giugno 1995 (Sentenze TAR Lazio n. 1434, 1435, 1436, 1437). Le linee di intervento per l'utilizzo dei fondi attribuiti sono totalmente demandate alle Regioni, nei limiti delle norme di finanziamento. In sintesi, la delibera ripartisce i fondi residui come segue:
Sono mantenuti a livello centrale le riserve relative alla
sperimentazione edilizia (art. 2 lett. f) della legge 457/78) e ad alloggi per
handicappati o interventi di abbattimento delle barriere architettoniche (art. 3 lett.
r-bis della stessa legge), così come l'accantonamento per interventi abitativi
straordinari in dipendenza di calamità. Per quest'ultima destinazione il CIPE definisce
il seguente ordine di priorità: Con i migliori saluti. Allegati:
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